L’Allianz Stadium ha vissuto una di quelle serate destinate a restare nella memoria collettiva, nonostante l’epilogo amaro. La Juventus di Luciano Spalletti ha sfiorato l’impresa del secolo, annullando il passivo dell’andata in dieci uomini, prima di arrendersi alla stanchezza e alla spietatezza di un singolo. Di seguito, i voti e i giudizi ai protagonisti del match.
La Difesa: Solidità e un’ombra fatale
Perin 6: Schierato per ridare serenità dopo le incertezze di Di Gregorio, risponde presente con un riflesso felino su Osimhen nel primo tempo. Gestisce il reparto con carisma, ma la rete del nigeriano che gli passa tra le gambe nei supplementari sporca una prestazione fino a quel momento sicura.
Kalulu 7: Una prestazione di spessore internazionale. Insuperabile nel corpo a corpo, si trasforma in rifinitore quando scende sulla fascia: il traversone per il gol di Gatti è una gemma di potenza e precisione.
Gatti 7: Una prova da leader macchiata da un solo, decisivo calo di tensione. Trova il “ruggito” del raddoppio con una zampata da centravanti vero, ma nei supplementari perde la bussola su Osimhen, concedendo l’unico centimetro che uno come il nigeriano non può perdonare.
Kelly 6.5: Vittima di una decisione arbitrale che definire severa è un eufemismo. Fino all’espulsione, la sua marcatura preventiva su Osimhen rasentava la perfezione. Paga una follia del VAR che priva la Juve di un pilastro per metà gara.
Il Centrocampo: Anima, Polmoni e Leadership
McKennie 9: Semplicemente totale. Inizia da terzino, finisce da incursore, passando per il ruolo di diga mediana. È il simbolo del “nuovo corso” bianconero per spirito di sacrificio. Il gol del 3-0, un’incornata imperiosa, è il giusto premio per un calciatore che oggi è l’anima della squadra.
Locatelli 9: Il Capitano si carica la storia sulle spalle. Si presenta sul dischetto con un pallone che pesa tonnellate e lo trasforma con una freddezza d’altri tempi. Monumentale per km percorsi e palloni recuperati; oggi è stato il vero trascinatore emotivo del gruppo.
Thuram 7: Una forza della natura. Quando strappa palla al piede, il centrocampo del Galatasaray sembra fatto di carta velina. Pecca di hybris in occasione di un pallonetto troppo velleitario, ma la sua prestazione resta di una superiorità fisica imbarazzante.
Koopmeiners 7.5: C’è la sua impronta in ogni azione decisiva. Recupera il pallone del rigore e offre la spizzata aerea per il tris di McKennie. Muove i fili della manovra con un’intelligenza tattica superiore, inserendosi costantemente con i tempi giusti.
L’Attacco: Estro e Rimpianti
Yildiz 7: Gioca sul dolore per una contusione al polpaccio e lo fa con una generosità commovente. Anche in dieci, è l’unico che dà sempre l’impressione di poter inventare la superiorità numerica. Il palo gli nega una gioia che avrebbe meritato per l’applicazione mostrata.
Conceicao 6: Vivace, sgusciante, a tratti imprendibile nel primo tempo. Gli manca però la stoccata finale o l’ultimo passaggio preciso per coronare una serata di grande volume di gioco.
David 5: La nota stonata. Sebbene aiuti la squadra nel cucire il gioco, l’errore allo scadere della prima frazione è imperdonabile a questi livelli. Sbaglia il tempo dell’impatto con il pallone, divorandosi un gol che avrebbe cambiato l’inerzia emotiva della sfida.
I Subentrati e la Panchina
Adzic 5: L’ingresso che non ti aspetti, in negativo. Perde un pallone ingenuo che dà il via all’azione del gol turco e spreca una ribattuta a porta vuota che grida vendetta. Un impatto troppo leggero per una notte così pesante.
Zhegrova 5: Entra per spaccare la partita con il suo mancino, ma finisce per essere fumoso e, soprattutto, poco concreto. Fallisce una chance colossale che avrebbe riscritto il finale.
Boga 6: Porta brio e velocità. Dai suoi piedi nascono i palloni per il palo di Yildiz e l’occasione di Zhegrova. Unico neo, la compartecipazione nell’errore collettivo sulla rete di Osimhen.
All. Spalletti 9: Ha costruito un capolavoro tattico e motivazionale. Vedere una squadra rimontare tre gol in inferiorità numerica contro un avversario di questo livello è la testimonianza di un lavoro eccezionale. Esce sconfitto, ma la sua Juventus esce da “eroe”.
