Marchisio scuote la Juve: «Serve l’anima di Tevez. Tonali? È l’uomo giusto»

L'ex centrocampista analizza la crisi bianconera: "Svegliatevi, vi giocate la stagione".

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Nella mattinata di oggi, le colonne de La Gazzetta dello Sport hanno ospitato la lucida disamina di Claudio Marchisio, il quale ha tracciato la rotta necessaria per uscire dalla profonda crisi d’identità che attanaglia la Juventus. A poche ore dal ritorno dei playoff di Champions League, il sodalizio bianconero si trova dinanzi all’obbligo di ribaltare il 2-5 subito a Istanbul, una congiuntura definita dall’ex centrocampista come un’impresa ai limiti del possibile. Secondo il “Principino”, la sfida contro il Galatasaray di Victor Osimhen trascende il mero risultato sportivo: è una questione di DNA, di personalità e di quella capacità di “sentire” il peso della maglia che sembra essersi smarrita tra le mura dell’Allianz Stadium.

Lo spettro di Tevez e il fattore Osimhen

Per affrontare una notte di tale intensità, l’ex numero 8 bianconero ha evocato una figura mitologica del recente passato. «In una serata così, l’uomo ideale sarebbe Carlos Tevez; Spalletti avrebbe un disperato bisogno della scossa elettrica e del carisma che solo l’Apache sapeva infondere ai compagni», ha dichiarato Marchisio. L’analisi si è poi spostata sulla minaccia principale nelle fila turche: «Victor Osimhen sta dimostrando una cattiveria agonistica pazzesca, tutto fuorché un calciatore venuto in Turchia per svernare; è esattamente quella ferocia sotto porta che è mancata alla Juventus in questa travagliata congiuntura».

La crisi di mentalità: dal crollo di Istanbul al caso Como

Il cuore della critica di Marchisio risiede nella gestione dei momenti critici, evidenziando una preoccupante fragilità emotiva del gruppo. «Sabato scorso, assistendo alla gara dallo stadio, sono rimasto colpito dalla mancanza di personalità; non ho sentito un solo urlo, un richiamo per svegliare la squadra mentre ci si giocava la stagione», ha confessato l’ex centrocampista. Il riferimento è al crollo verticale visto nel secondo tempo della gara d’andata e alla successiva sconfitta contro il Como, segnali di un’impasse che va oltre il piano tattico. Nonostante ciò, Marchisio ha rinnovato la fiducia in Luciano Spalletti, definendolo il punto fermo da cui ripartire, pur riconoscendo che il tecnico si giochi gran parte del proprio futuro tra il match europeo e l’imminente scontro con la Roma.

Ricostruire lo zoccolo duro: il mercato e l’ombra di Tonali

In proiezione futura, la ricetta per la rinascita bianconera non prevede rivoluzioni di massa, bensì un ritorno alla tradizione degli innesti mirati e di qualità superiore. «Le grandi squadre si costruiscono aggiungendo due pezzi da novanta ogni estate, non sette o otto profili mediocri», ha ammonito Marchisio, sottolineando l’importanza vitale della qualificazione alla prossima Champions League per finanziare il mercato. Se il sogno Donnarumma è sfumato a causa del trasferimento del portiere al Manchester City, l’ex bandiera bianconera ha individuato in Sandro Tonali l’investimento ideale: «Rappresenterebbe un ottimo punto di partenza per ricostruire quello zoccolo duro di campioni italiani indispensabile per la storia di questo club, anche se servirà pazienza per tornare ai vertici».

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