Dopo il successo per 2-0 sul Benfica all’Allianz Stadium, Manuel Locatelli ha parlato ai microfoni di Sky Sport, raccontando una serata speciale dal punto di vista personale e collettivo, tra applausi del pubblico, difficoltà superate e consapevolezza europea ritrovata.
Il centrocampista della Juventus è stato uno dei protagonisti della vittoria nella settima giornata della League Phase di Champions League, una gara che ha richiesto pazienza, compattezza e lucidità nei momenti più delicati.
Gli applausi dello Stadium e il riconoscimento di Capello
Locatelli non nasconde l’emozione per i complimenti ricevuti, dentro e fuori dal campo. A partire da quelli di Fabio Capello, che lo ha indicato come migliore in campo: «Grazie mille mister». Poi il riferimento al pubblico bianconero, che lo ha applaudito al momento della sostituzione: «Sì, sì, è stato un momento speciale per me, perché a volte non ho convinto solo Capello, non ho convinto neanche i tifosi, però sono molto felice per stasera, per quello che stiamo vivendo. Ti ringrazio veramente per i complimenti, per è stato un momento speciale per me stasera. Ripeto, mi sento bene, credo che siamo sulla strada giusta, stiamo giocando bene. Abbiamo un entusiasmo che dobbiamo portarci dietro e quindi bisogna continuare così». Parole che raccontano non solo una prestazione riuscita, ma anche un percorso di crescita personale dentro una squadra che sta ritrovando fiducia.
Una partita bloccata, poi la svolta mentale
Il match contro il Benfica non è stato semplice, soprattutto prima del vantaggio: «Non credo, loro comunque sono una squadra forte, credo che hanno preparato bene perché erano chiusi. Anche nel primo tempo abbiamo avuto difficoltà nell’imbucare, loro ripartivano molto bene».
Locatelli analizza con lucidità anche i momenti di difficoltà della Juventus: «Noi abbiamo forzato un po’ di palle, forse oggi girava un po’ piano, però siamo stati bravi anche all’inizio del secondo tempo quando abbiamo cominciato non tanto bene, ma siamo stati lì, siamo stati in partita».
Il punto di svolta, secondo il centrocampista, è stato soprattutto mentale: «In quei momenti lì bisogna stare uniti, siamo stati bravi a non prendere gol, poi l’abbiamo fatto, ci siamo sbloccati anche dal punto di vista mentale e la partita è andata un po’ in discesa».
Recuperi, sacrificio e maturità europea
Fondamentali anche i recuperi difensivi e il lavoro oscuro, meno appariscente ma decisivo: «Delle volte ci metto tutto il corpo, però credo che per non prendere gol si debba fare questo e anche altro». Sul minor dominio rispetto alle ultime uscite, Locatelli mette l’accento sul livello dell’avversario: «Hai ragione, però c’è anche da dire la differenza che l’avversario è un avversario molto forte. Quando si gioca in Europa sicuramente cambia il livello».
E in chiusura, la fotografia della maturità mostrata dalla squadra: «Credo che abbiamo rischiato un po’, ma poi dopo siamo stati in partita bene, eravamo bravi anche nelle regressione, anche se altrimenti avevamo preso un po’ di contropiede, però eravamo in partita e credo che abbiamo avuto un buon atteggiamento e poi, quando abbiamo trovato il gol, la partita l’abbiamo sbloccata».

