Una Turchia deludente esce dal mondiale americano senza lasciare il segno. Nonostante la qualità della squadra, che poteva vantare giocatori del calibro di Calhanoglu, Guler, Celik, Demiral, Kadioglu e Akturkoglu ma soprattutto Kenan Yildiz, non sono arrivati i risultati sperati.
La squadra allenata dall’ex tecnico romanista Vincenzo Montella ha chiuso il girone all’ultimo posto con soli 3 punti, frutto della vittoria all’ultima giornata con gli USA, già sicuri del primo posto, per 3-2. Nelle due partite precedenti sono arrivate due sconfitte. La prima, per 0-2 contro l’Australia, la seconda, per 0-1, contro il Paraguay. A finire sul banco degli imputati è stato anche il numero 10 bianconero Kenan Yildiz. Doveva essere una delle stelle più brillanti di questa rassegna iridata ma non ha mai lasciato il segno. Il turco è sempre stato indietro nelle gerarchie e non ha mai lasciato il segno.
Il mondiale di Kenan Yildiz
Il mondiale di Kenan Yildiz inizia in salita. Arrivato nel ritiro della Turchia con un infortunio che si porta da tanto, anche Montella si è lamentato delle sue condizioni, dicendo che: “Siamo un pò preoccupati per il problema al ginocchio che non lo fa allenare”. L’infortunio al ginocchio è arrivato proprio mentre rinnovava il contratto con la Juventus e da quel momento il giocatore non è stato più lo stesso. Al mondiale è partito indietro nelle gerarchie, salvo ritagliarsi ruolo da comprimario, senza però Con l’Australia, all’esordio, gioca 45 minuti, senza però incidere. Non ha tirato mai e non ha nemmeno provato il dribbling.
Con il Paraguay viene schierato dal primo minuto, ma si vede che non è il solito Yildiz. Non punta, non cerca la giocata e anche i suoi 3 tiri non sono di quella fattura a cui i tifosi bianconeri sono abituati. Nell’ultima partita della rassegna americana viene schierato dal primo minuto, salvo uscire al minuto 83. Due soli tiri e anche tanti momenti in cui si accasciava sulle ginocchia, sintomo di una eccessiva stanchezza.
Questo mondiale negativo ridimensionerà il valore di Yildiz. La Juventus lo valuta oltre i 100 milioni, ma la realtà è diversa. Il turco non vale quelle cifre e probabilmente i bianconeri dovranno limare di parecchio la sua valutazione. A nulla sono servite le lacrime post eliminazione per calmare l’ira dei suoi connazionali e far aizzare quella parte della tifoseria bianconera che, come si vuol dire, è scesa dal suo carro.
Il futuro di Yildiz
La Juventus ha blindato Yildiz offrendogli il rinnovo del contratto a 8 milioni di euro l’anno, oltre alla maglia numero 10, già vestita nella scorsa stagione, e mettendolo al centro del progetto. Per la dirigenza Yildiz è incedibile a qualsiasi cifra. L’Arsenal era arrivato ad offrire 120 milioni di euro, ricevendo un secco no dalla Juventus, che ne vuole di più e comunque non avrebbe ceduto il turco.
La realtà però è diversa. Yilidiz non è un top player di livello assoluto, ma solo un buon giocatore che spicca nel contesto Juventus, da anni ormai abituato a navigare in acque profonde e senza giocatori di caratura internazionale. La società bianconera ha ora una grossa situazione da gestire: vendere Yildiz e monetizzare ora che il valore è ancora alto o rischiare, sperare che si riprenda oppure vedere il valore di mercato scendere ancora di più. La realtà resta sempre la stessa: a Torino, sponda Juventus, non conta il nome dietro la maglia, ma lo stemma che si ha sul petto.
