Si è conclusa ufficialmente la stagione della Juventus e i primi 7 mesi di Luciano Spalletti in bianconero con lo scenario che meno ci si aspettava: sesto posto e mancata qualificazione alla Champions League. L’arrivo di Spalletti e il cambio di marcia che aveva dato alla squadra appariva come una vera e propria manna dal cielo capace di dare una svolta alla stagione fino a quel momento deludente sotto la gestione di Igor Tudor.
I giocatori risposero sul campo con prestazioni di alto livello e grande carattere, come nel match contro l’Inter: nonostante la sconfitta e la partita giocata con un uomo in meno, per la discussa espulsione di Pierre Kalulu, i bianconeri mostrarono maturità, sfiorando l’impresa di strappare almeno un pareggio a San Siro. Va menzionata anche la partita dominata per 3-0 in casa contro il Napoli e la rimonta sfiorata in Champions contro il Galatasaray, giocando anche in quel caso in dieci uomini per gran parte della gara.
Prestazioni che avevano convinto i tifosi di aver trovato finalmente la giusta inquadratura per tornare grandi, ma il finale di stagione ha raccontato altro. Le ultime prestazioni sottotono e in contrasto con quelle della prima parte di stagione, hanno compromesso il cammino della Juventus nella corsa Champions, nonostante il vantaggio iniziale sulle contendenti: decisivi il pareggio casalingo contro un Verona già aritmeticamente retrocesso e la sconfitta contro una Fiorentina corsara, capace di strappare i 3 punti ai bianconeri.
Qualificazioni Champions: i precedenti di Spalletti
Nel corso della sua carriera da allenatore, Luciano Spalletti è spesso riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati dalle società ottenendo anche risultati superiori alle aspettative. L’ultima impresa arrivò nella stagione 2022-2023 con il Napoli: partendo dall’obiettivo della qualificazione in Champions, riuscì a conquistare uno storico scudetto. Anche nell’esperienza con la Roma nel 2016-2017, partiti con la stessa ambizione, la squadra arrivò a contendersi il campionato con la Juventus.
Forse proprio quest’anno, alla guida della Vecchia Signora sono arrivati i risultati peggiori rispetto agli obiettivi societari. Un’analogia con la stagione appena conclusa, può essere fatto con l’esperienza dell’ex ct nel 2018-2019 con l’Inter. Come con la Juventus, anche i nerazzurri sotto la gestione di Spalletti uscirono prematuramente sia dai gironi di Champions League sia dalla Coppa Italia, riuscendo però a raggiungere il prezioso quarto posto soltanto all’ultima giornata, in virtù degli scontri a favore contro la Roma. Una situazione simile a quella vissuta oggi alla Juventus ma nella speranza di un futuro diverso: l’avventura con i nerazzurri si concluse con un esonero dopo due stagioni, mentre con i bianconeri c’è la volontà di costruire un ciclo che possa diventare vincente.
7 mesi di Spalletti: i promossi e i bocciati
Nei mesi sotto la guida di Luciano Spalletti, ci sono stati giocatori che sono cresciuti grazie alle idee tattiche del mister. Tra i più impiegati, però, non tutti hanno assorbito la ventata di positività del nuovo allenatore, limitandosi spesso a “compitini” senza mai mostrare lampi di qualità. Tra i bocciati sono da annoverare Andrea Cambiaso e Michele Di Gregorio: l’esterno non è mai riuscito ad incidere positivamente nello schieramento tattico di Spalletti, limitandosi a prestazioni poco appariscenti e disordinate; il portiere, invece, è rimasto intrappolato in un loop di pessime prestazioni che ha influenzato in negativo i risultati della squadra.
Nel gruppo dei promossi figurano Manuel Locatelli e Pierre Kalulu: il capitano è stato a lungo, dal punto di vista statistico, il miglior centrocampista di tutta la Serie A e, nonostante una tecnica non eccelsa, a fare la differenza è stato anche il suo carattere, elogiato nell’ultima intervista di Spalletti; Il difensore francese, invece, si è rivelato fondamentale nella manovra tattica grazie ai suoi inserimenti tra l’esterno e l’attaccante, che lo ha reso un buon braccetto difensivo in grado di insidiare le linee avversarie e di servire assist ai propri compagni.
