La Juventus si gioca il futuro nell’ultima notte di campionato: la Champions passa dal derby e dagli altri campi

I bianconeri possono agganciare Roma e Milan ma devono evitare la trappola della classifica avulsa con il Como; per la panchina resta vivo il dualismo tra la continuità di Spalletti e la suggestione Conte.

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La Juventus affronta l’ultimo decisivo turno di campionato con l’obbligo di conquistare i tre punti nel derby contro il Torino, ma la vittoria nella stracittadina potrebbe non bastare per centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Come sottolineato nell’analisi dettagliata pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, il club bianconero non è più padrone del proprio destino sportivo e, oltre a dover vincere la propria partita, sarà costretto ad attendere i risultati provenienti dagli altri stadi per conoscere il proprio posizionamento finale all’interno della griglia europea.

La squadra guidata da Luciano Spalletti ha ancora la possibilità matematica di agganciare in classifica la Roma e il Milan, ma l’incognita maggiore è rappresentata dalle combinazioni di risultati che coinvolgono il Como. Gli scontri diretti e le eventuali classifiche avulse che includono la formazione lariana vedono infatti la Juventus in una posizione di netto svantaggio; uno scenario che, qualora il miracolo sportivo della qualificazione non dovesse materializzarsi, darebbe il via già dal giorno successivo a una profonda resa dei conti all’interno della dirigenza, specialmente in caso di scivolamento al sesto posto finale, un epilogo valutato come un autentico fallimento.

Il focus principale della ristrutturazione societaria riguarderà inevitabilmente la guida tecnica, sebbene l’ipotesi di un ulteriore avvicendamento sulla panchina venga visto da molti addetti ai lavori come un azzardo pericoloso in un momento di forte instabilità. Nelle ultime settimane l’attuale allenatore Luciano Spalletti viene indicato come uno dei pochissimi profili idonei a garantire una precisa identità tattica e la necessaria continuità al progetto sportivo, nonostante rimanga viva sullo sfondo la suggestione di un clamoroso ritorno di Antonio Conte, mentre piste esterne e decisamente più ambiziose, come un eventuale approccio al modello di Guardiola, vengono giudicate oggi impraticabili per le strategie economiche del club.

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