La Juventus fallisce la Champions ma Caressa blinda Spalletti: nessun ribaltone, ci sono le basi per ripartire

Il giornalista di Sky Sport analizza il sesto posto dei bianconeri, escludendo l'ipotesi di una rivoluzione totale e indicando nel tecnico toscano l'uomo giusto da cui ricominciare.

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La Juventus ha concluso il proprio campionato al sesto posto in classifica, mancando l’obiettivo della qualificazione alla prossima Champions League al termine di un’annata tormentata e al di sotto delle aspettative storiche del club. Il verdetto del campo impone profonde riflessioni alla dirigenza della Continassa, chiamata a pianificare il futuro sportivo dopo una stagione caratterizzata da evidenti difficoltà strutturali. Nonostante il pesante flop continentale, il noto volto televisivo di Sky Sport Fabio Caressa ha espresso una posizione netta sul destino della panchina piemontese, escludendo la necessità di un azzeramento totale del progetto e confermando la propria fiducia nell’operato del tecnico Luciano Spalletti.

Nel corso del suo intervento editoriale, ripreso e diffuso dai principali canali informativi della testata satellitare, il giornalista ha analizzato nel dettaglio il percorso compiuto dall’allenatore toscano da quando ha ereditato la guida della squadra in un momento di profonda crisi d’identità. Secondo il commentatore, l’ex tecnico del Napoli ha avuto il merito di avviare una graduale ricostruzione tattica e psicologica all’interno dello spogliatoio, ponendo le fondamenta ideali per lo sviluppo del prossimo ciclo agonistico, a prescindere dal mancato raggiungimento del traguardo europeo. “Rivoluzione Juventus secondo me no. Certamente non Spalletti, certamente Spalletti deve ricominciare a lavorare. Credo che nella Juventus la base di partenza ci sia, perché comunque Spalletti ha costruito in questi mesi qualcosa, ha ricostruito un po’ di mentalità, poi non è riuscito ad arrivare, però una base di partenza della Juve di Spalletti per ricominciare da lì e quindi crescere c’è. Cioè il primo piano c’è, non è arrivato l’obiettivo. Bene, ha fatto peggio dell’anno scorso, sì, però aveva preso la squadra, Spalletti in un momento molto delicato quando le cose andavano molto male e poi si è trovato a dover ricostruire il gioco da una parte e quello, secondo me, l’ha fatto e ha cercato di ricostruire anche un’altra cosa che ha detto chiaramente al club mentre lo intervistavamo, non ha trovato la personalità”, ha dichiarato Fabio Caressa delineando gli scenari futuri della sponda bianconera.

La palla passa adesso alla dirigenza, che dovrà necessariamente supportare il lavoro sul campo dell’allenatore toscano attraverso una mirata campagna di rafforzamento estiva. L’analisi del giornalista evidenzia come il vero limite emerso nel corso dell’anno sia legato alla carenza di carisma all’interno dell’organico, un vuoto che la società dovrà colmare sul mercato inserendo elementi di comprovata esperienza e leadership internazionale. Solo attraverso l’innesto di calciatori dotati di forte temperamento la Juventus potrà capitalizzare l’organizzazione di gioco impostata in questi mesi da Luciano Spalletti, trasformando l’amarezza per l’attuale sesto posto nel primo tassello di una rinascita sportiva e societaria.

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