David Trezeguet, ex calciatore francese della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, esponendo le sue idee in merito alla situazione attuale della Vecchia Signora e alla sua esperienza in bianconero. Tra le tematiche approfondite spicca la questione attaccanti: “Alle punte viene chiesto di segnare i gol. Mi aspettavo fornisse prestazioni migliori anche Vlahovic…”
“Avevamo una squadra formidabile, credevo sarebbe stato più semplice vincere la Champions…”
Nella prima parte del confronto, all’ex numero 17 bianconero viene chiesto se nel 2001 fosse stato davvero vicino a lasciare Torino, così il francese spiega: “In realtà no, nel 2004 ho avuto più difficoltà a rinnovare. Moggi pensava giustamente alla squadra, tuttavia io non ho mai dimenticato ciò che mi aveva detto quando arrivai alla Juve, ovvero che un attaccante deve fare gol per poter guadagnare. Approvavo a pieno, infatti ho chiesto un adeguamento di stipendio solo dopo aver raggiunto i 100 gol. Quell’anno ero vicino al Barcellona, fu Capello a chiedermi di restare, anche se era ancora a Roma. Non ero molto convinto delle sue parole, ma è andata bene. Avevamo una squadra formidabile, credevo sarebbe stato più semplice vincere la Champions League. Non sono pentito di essere rimasto, sono fiero di essere andato in B con la Juve, ho ricevuto molto affetto dai tifosi e dal club. In Serie B era tutto particolare: ogni match sembrava la festa nazionale di chi affrontavamo”.
In seguito, il dialogo prosegue virando verso l’inizio dell’avventura a Torino di Trezeguet, che sottolinea:
”Avevo vinto il Mondiale con Zidane e Deschamps, mi consigliarono loro di venire alla Juve. Mi contattò anche Platini, ma alla fine mi dissero tutti la medesima cosa, che sarei stato valutato per i gol fatti. Dopo i risultati ottenuti con il Monaco, desideravo uno stimolo simile. Zizou mi ha aiutato molto all’inizio, andavamo sempre nel suo ristorante preferito”.
L’intervista continua con alcuni aneddoti riguardanti il gruppo squadra di quel tempo e, in particolare, il compagno Mauro Camoranesi: “Per festeggiare i 100 gol, organizzai un super evento a Torino, in un locale del Quadrilatero. I migliori a ballare erano sicuramente Montero e Zalayeta. Nedved quando vinse il Pallone d’oro regalò a tutti qualcosa. Anche Camoranesi era da Pallone d’oro…Adesso, quando scherziamo, dice di essere stato il più grande finanziatore degli ospedali torinesi grazie a tutte le multe della Juventus. Sono felice che alleni, è come un fratello per me.”
“Io punterei su Lewandowski. Anche se ha 37 anni è di un’altra categoria…”
Nella domanda seguente, il giornalista pone l’accento sulla questione David e Openda, più che deludenti in questa stagione. Il classe 1977 evidenzia: “La storia juventina non è mai cambiata, alle punte viene chiesto di segnare, mentre il club punta allo scudetto. Questo, per diversi motivi, manca da 6 anni. Decisamente troppi. In realtà, mi aspettavo fornisse prestazioni migliori anche Vlahovic. Quest’anno si è fatto male, ma è da cinque anni a Torino e ancora non si è convinti del suo valore. Io ero ottimista su Dusan quando è arrivato alla Juve, sia perché, essendo serbo, mi faceva venire in mente Kovacevic, che era un animale in campo, sia perché è era rapido, fisico e possedeva buone qualità tecniche. Ma la maglia bianconera è differente. Se ancora oggi si discute sulle potenzialità di Vlahovic, vuol dire che qualcosa non funziona”.
Mentre sul possibile rinnovo di contratto del serbo aggiunge: “Preferisco non discutere di questi argomenti. Io punterei su Lewandowski a parametro zero. Anche se ha 37 anni è di un’altra categoria. Robert non avrà più il fisico dei tempi d’oro, ma al Barça ha realizzato 14 gol senza giocare con continuità. Lewandowski arriverebbe alla Juventus consapevole della sua carriera e che la richiesta principale sarebbe quella di fare gol. Se ci fosse l’opportunità, lo condurrei io stesso in braccio a Torino”.
In conclusione, il francese termina l’intervista con una parentesi sulla possibile bocciatura definitiva delle punte bianconere e sulla somiglianza qualitativa tra Del Piero ed Yildiz: “David giocava nel Lille, dove è rilevante fare buone prestazioni, ma non è necessario vincere. L’ambientamento a Torino non è sempre semplice, ora ha conosciuto meglio la Serie A, l’allenatore e tutti i suoi compagni. Ha commesso l’errore grave di dire che poteva arrivare a 25 gol, ma nella prossima stagione può ancora dire la sua, le qualità le possiede. Openda, invece, lo conosco da quando giocava al Lens. È estremamente veloce e valevole, ma direi che neanche al Lipsia si è imposto, che tra l’altro non è il Bayern Monaco. Alex per me è unico. Io ora guardo la Juventus perché spero vinca, ma anche per Kenan, è un ragazzo davvero speciale. È l’unico giocatore che tira fuori giocate dal nulla e lo fa divertendosi. Lo preferisco quando parte dalla sinistra che da falso 9.”
