La Juventus crolla contro il Genoa per 2-0 e perde la sua terza partita nelle prime 9 giornate di campionato. Questa sconfitta fa precipitare la situazione, con Spalletti vicino all'esonero, a esattamente un anno esatto dal suo arrivo alla Juventus. Il tecnico di Certaldo era arrivato in bianconero esattamente un anno fa, il 30 ottobre 2025, subentrando a Igor Tudor. Aveva firmato un contratto fino al termine della stagione, con rinnovo condizionato alla qualificazione in Champions League. Nonostante il 5° posto, il contratto è stato rinnovato molto in anticipo. Spalletti, il 10 aprile 2026, firma un rinnovo biennale, fino al 30 giugno 2028. Tra le mure della Continassa però nessuno si aspettava di rivivere i mostri delle stagioni passate.
Un avvio così, nella Torino bianconera, si è visto soltanto altre 2 volte nell'era dei tre punti a partita. La prima volta, con Marcello Lippi, nella stagione 1995-1996, che poi portò alla vittoria della Champions League, nella finale dello Stadio Olimpico vinta ai rigori contro l'Ajax. In campionato la Juventus raggiunse il secondo posto, dietro solo al Milan. La seconda volta invece la Juventus vinse lo scudetto. Era la stagione 2015-2016. La Juventus perse le prime tre giornate. Quella Juventus riuscì ad infrangere un record storico. La sconfitta contro l'Udinese alla prima giornata, il 23 agosto 2015 segna la prima sconfitta all'esordio stagionale in casa di tutta la storia della Vecchia Signora.
Questa volta però la sensazione è che non si può risalire. La frattura è evidente, quasi insanabile. Ieri contro il Genoa si sono visti tutti i limiti della formazione bianconera. La Juventus non ha continuità di rendimento, non ha gioco e non ha mentalità. Anche ieri i bianconeri sono andati in svantaggio e non sono riusciti a rimontare. L'ultima vittoria in rimonta della Juventus in Serie A risale al 29 novembre 2025. A decidere quella partita è stato Kenan Yildiz, autore di una doppietta che ribaltò il gol del vantaggio iniziale di Sebastiano Esposito. In Europa la Juventus ha rimontato il Celta Vigo grazie ai gol di Woltemade e Kolo Muani, che hanno ribaltato il vantaggio iniziale di Hugo Alvarez.
Spalletti ha inoltre dovuto fare i conti con i numerosi infortuni, che non gli hanno mai permesso di avere l'organico al completo con cui lavorare. Tanti sono i pezzi pregiati bianconeri ai box, alcuni per tanto tempo. Gli infortunati sono Celik e Nico Gonzalez, che potrebbero rientrare tra 3 settimane, Conceicao, alle prese con una lussazione alla spalla che lo dovrebbe tenere fuori fino alla seconda metà di novembre, Ekhator, che dovrebbe rientrare nella prima metà di novembre. C'è da aspettare invece per i lungodegenti Yildiz, Thuram e Locatelli. Se per il turco la speranza è quella di averlo a disposizione dopo la sosta di novembre o, al massimo, per inizio dicembre, per i due centrocampisti si dovrà aspettare il 2027.
Al di là di uno spogliatoio che, a quanto sembrerebbe filtrare dagli ambienti bianconeri, sembra compatto, la realtà è che vi sia una spaccatura interna. Le dichiarazioni di Bremer contro alcuni suoi compagni hanno alimentato l'ipotesi che il gruppo sia scisso e che non vi sia una vera e propria squadra. Ieri, dopo l'atroce delusione contro il Genoa, con la Juventus che non ha mostrato nulla di quello che il tecnico chiedeva, Spalletti ha deciso di attaccare la squadra in conferenza stampa:. Il tecnico è durissimo contro la squadra e dice ciò: "Prima o poi dobbiamo andare a capire che va aumentato il confronto fisico di battaglia. Da inizio anno siamo stati poca roba. Dobbiamo fare dei passi indietro profondi per riuscire a trovare i motivi della situazione attuale. C'è da rendersene conto e metterci di più, ammesso che ci sia qualcosa in più in questa squadra di battaglia e altro, perchè non è detto che risiano i giocatori per poter dare di più di questo". Dichiarazioni infuocate quelle di Spalletti, che ora è solo contro tutti. Per ora la società e il tecnico hanno optato per il ritiro, ma il destino sembra ormai scritto, con il tecnico toscano sempre più lontano dalla Continassa.
Chi al posto di Spalletti? Uno tra Conte e Deschamps pronto a sostituire il tecnico toscano
Per subentrare in corsa, in caso di esonero di Spalletti, la sfida si è ristretta a due nomi. I due candidati sono due ex bianconeri, prima come giocatori che come allenatori. Il prescelto dovrebbe essere uno tra Didier Deschamps e Antonio Conte. Come giocatori sono stati anche compagni di squadra dal 1994 al 1999, condividendo, tra gli altri trofei, la Champions League e la Coppa Intercontinentale del 1996. Da allenatori entrambi hanno allenato i bianconeri, riuscendo a riportare la Vecchia Signora dove merita dopo anni bui. Sia Conte che Deschamps sono restii ad entrare in panchina a stagione in corso, preferendo avere la preparazione estiva per forgiare la squadra su quelli che sono i loro dogmi, ma per amore della Juventus farebbero questo passo, pur di salvare la stagione.
L'ipotesi Conte: 3-5-2, grinta, carisma e intensità
Il primo nome che viene fatto sarebbe quello di Antonio Conte. Un ritorno a sorpresa, specialmente dopo aver abbandonato la nave Juventus il 14 luglio 2017, dopo due giorni di preparazione estiva, a causa di alcune divergenze con la società. Il tecnico leccese sarebbe anche il profilo adatto per i tifosi, che da tempo sognano il suo ritorno. Conte porterebbe sicuramente una ventata di aria fresca, ma anche tanta pressione e timore nella squadra e nella società. Di sicuro i suoi tradimenti all'Inter e al Napoli non sono stati accettati, ma il tornare alla Juventus per riportarla sul tetto d'Italia potrebbe cancellare il passato. Con il suo carattere forte, prestazioni come quella contro il Genoa non sarebbero accettate. Si ripartirebbe dal 3-5-2, modulo che non ha quasi mai abbandonato nel corso della sua carriera.
Ciò che il tecnico leccese potrebbe inculcare alla Juventus è la voglia di vincere, la grinta e l'intensità che oggi manca a questa squadra. Conte sarebbe l'allenatore ideale per inculcare nei giocatori lo stile Juventus. Conte ama i giocatori che danno tutto in campo e che lottano su ogni pallone con grinta e ardore. Da giocatore ha vinto qualsiasi cosa con la Juventus, giocando dal 1991 al 2004, anno del suo ritiro dal calcio giocato. Da allenatore, nel 2011, prende una squadra disastrata, dopo due settimi posti consecutivi sotto le gestioni Ferrara e Del Neri e la porta a vincere tre scudetti di fila. Nel primo anno chiude da imbattuto e la Juventus, dopo 5 anni torna a vincere uno scudetto. Nella stagione 2013-2014 Conte e la Juventus entrano ancora una volta nella storia della Serie A, siglando il record di punti conquistati in una singola stagione, con 102 punti. L'unico neo negativo è stata l'eliminazione in semifinale di Europa League ai danni del Benfica. Quell'anno infatti la Juventus avrebbe potuto giocare la finale proprio allo Stadium.
Conte è abile a fare miracoli con squadre tecnicamente non eccellenti, come avvenuto nel suo precedente triennio bianconero. La Juventus del primo anno, fatta eccezione per alcuni giocatori, come Del Piero a fine carriera, Buffon e l'asse difensivo Bonucci, Barzagli e Chiellini, non aveva giocatori di livello, ma giocatori in rampa di lancio che avevano bisogno di esser lanciati nel calcio che contava. Con quel gruppo squadra è riuscito a fare l'impresa e battere il Milan di Allegri, che poi lo avrebbe sostituito tra le critiche. Ciò che quei giocatori avevano era il DNA bianconero, quel "Fino alla Fine" che oggi manca tra le mura bianconere.
L'altra ipotesi porta a Didier Deschamps: qualità, gioco e carattere
Il secondo nome che veleggia in queste ore nell'ambiente bianconero è quello di Didier Deschamps. A quanto riportano tanti addetti ai lavori, pare che l'ex CT della Francia, dimessosi dopo il Mondiale americano, chiuso al 4° posto, avrebbe dato disponibilità per subentrare a stagione in corso. Con la nazionale francese ha forse raccolto meno di quanto avrebbe potuto. Ha si vinto il Mondiale del 2018, ma ha perso in finale contro il Portogallo l'Europeo 2016 in casa. Oltre a ciò ha perso il mondiale del 2022 ai rigori contro l'Argentina di Leo Messi e nel 2026 ha addirittura perso la finale 3°/4° posto contro l'Inghilterra.
Anche lui non è un nome nuovo per la Juventus. Da giocatore ha vestito i colori bianconeri dal 1994 al 1999, contribuendo alla straordinaria annata 1996. Torna da allenatore nella stagione 2006-2007, riportando immediatamente la Juventus in Serie A, dalla Serie B, dove era stata retrocessa a seguito dello scandalo Calciopoli. Con una squadra senza nomi altisonanti, con molti senatori che hanno lasciato i bianconeri, riuscì comunque nell'impresa, lanciando anche molti giovani che avrebbero poi avuto una gloriosa carriera in bianconero. Nonostante ciò, a due giornate dal termine della stagione decise di risolvere il contratto, a causa di numerose divergenze con la società.
Oggi alla Juventus potrebbe portare leadership, tecnica, qualità, gioco e anche carattere. É un allenatore che sa cosa significa la pressione, che sa vincere e che, soprattutto, è in grado di lavorare con grandi squadre. Partirebbe da un 4-3-3 o da un 4-2-3-1, moduli che hanno valorizzato i grandi campioni che ha allenato alla Francia. Questo potrebbe valorizzare gli esterni come Alajbegovic e Yildiz, oltre a provare a recuperare Kolo Muani e Woltemade, un po' spenti con la gestione di Luciano Spalletti. Per ora la squadra va in ritiro ma la sensazione che filtra e quella che, se dovesse andar male la partita contro il Napoli, ci sarà un ribaltone. La Juventus ha bisogno di tornare grande.





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