É solo il 19 di ottobre, ma quello visto ieri sera allo Stadium ha fatto capire che la stagione della Juventus è già finita. I bianconeri, per citare una canzone di Irama, sono Senz'Anima. Il DNA Juventus è stato sepolto sotto i colpi di una Lazio che ha inflitto tre coltellate all'animo dei tifosi, che ormai non ne possono più di vedere una squadra che non lotta, che non ha voglia e che sembra ormai abituata a navigare in un mare di mediocrità. I fischi dello Stadium fanno capire che ormai la situazione è irrecuperabile e che la frattura è insanabile. Dopo sole 8 giornate di campionato la compagine di Spalletti si trova all'8° posto, a -8 dalla vetta, condivisa da Inter e Lazio.
La Juventus fa acqua da tutte le parti. L'unico esente da colpe è Vicario, che sui gol non poteva far nulla. La Juventus non ha una difesa grintosa, non ha un centrocampo di qualità e nemmeno peso offensivo. Kolo Muani e Woltemade, gli uomini presi per sostituire Vlahovic, hanno dimostrato di non essere giocatori adatti a vestire la maglia bianconera. A tutto questo si può sopperire con voglia di vincere e grinta, ma la Vecchia Signora, che ha fatto della parola vincere il suo mantra, oggi ha perso la sua identità. Ieri, contro la Lazio, si è vista una Juventus a dir poco agghiacciante. La Juventus è stata distrutta sotto il profilo fisico, mentale e del gioco. Sicuramente gli infortuni hanno pesato tanto nel decimare l'organico bianconero, ma non si può pensare che la Juventus sia realmente questa.
Ciò che è surreale è che a prendersi le colpe sia stato l'ultimo arrivato. Proprio quel Vicario che è esente da tutto questo ha invitato la Juventus ad andare sotto la curva a prendersi la sfuriata dei tifosi. I supporters bianconeri sono esausti e lo hanno dimostrato. Mentre Vicario però era un passo avanti, i suoi compagni dietro di lui sono stati qualche secondo, per poi girarsi e andarsene negli spogliatoi, come a dire che loro non c'entrano niente. Quello che conta è che alla Juventus manca personalità, mancano grandi giocatori e, soprattutto, un blocco italiano. Quando si vinceva era perchè, oltre a grandi giocatori, c'erano grandi uomini. Erano i tempi in cui si dominava in Italia e con la Nazionale. Ora, però, quei periodi sono lontani ricordi.
Spalletti arrivato al capolinea: l'ultima possibilità con il Rennes in Europa League
La panchina di Spalletti, arrivato un anno fa, è già a rischio. La colpa però non è solamente sua, ma anche di chi lo ha rinnovato prematuramente, senza aspettare la fine della stagione. Il contratto, una volta arrivato per sostituire Tudor, esonerato per molto meno e con alcuni punti in più in classifica, prevedeva il rinnovo condizionato alla qualificazione in Champions League. La Juventus ha fallito l'obiettivo, ma lui è rimasto lì. Il tecnico, sebbene non abbia una rosa di livello, ha tante colpe. Tanti errori tattici, specialmente in avanti. Kolo Muani e Woltemade devono giocare insieme. La colpa certamente non è sua se non segnano, ma anche il tecnico di Certaldo deve aiutare a migliorarli.
Oltre alla situazione in campo pesano alcune dichiarazioni. L'ultima è avvenuta ieri, in risposta a Bremer. Il difensore brasiliano aveva commentato così su Sky la prestazione dei suoi compagni: "Io non posso prendere in braccio tutti, io posso parlare, dare una mano, ma ognuno ha il suo carattere, io arrivo fino ad un certo punto. C'è chi ha più carattere e chi meno, c'è chi sente i fischi e magari ha paura". Queste dichiarazioni, fatte da colui che dovrebbe essere uno dei senatori, fanno capire che ormai alla Juventus non c'è più un gruppo coeso e che rema nella stessa direzione. Poco dopo anche Spalletti si è presentato a Sky e ha ribattuto al suo difensore dicendo: Ha criticato i compagni? Tutti siamo stati nella partita, anche lui, prima di pensare ai compagni, si guarda se stessi". Dichiarazioni forti, che fanno capire come la frattura tra il gruppo e l'allenatore sia ormai insanabile. Anche in conferenza stampa il tecnico ha ribadito questo: "Fino a ieri pensavo di poter dire che la squadra mi seguiva. Oggi non lo so. Sono preoccupato. Devo farmi alcune domande perchè stiamo peggiorando".
La panchina traballa ma, almeno per il momento, non si parla di esonero. La prova decisiva sarà contro il Rennes, giovedì 22 alle 18:45 e valida per la terza giornata di League Phase di Europa League. In Europa la Juventus è a punteggio pieno, ma non basta, almeno al momento per salvare una stagione disastrosa. Serve un cambio di rotta, ma lo scossone deve venire da dentro il gruppo. Se non basta allora è necessario cambiare. I tifosi sono d'accordo con il nome per sostituire Spalletti in caso di esonero. Il prescelto, almeno dalla tifoseria, sarebbe Antonio Conte.
La realtà è che una volta bastava vedere il nome Juventus sul tabellone per capire che sarebbe stata una partita difficile per chiunque. Oggi non ci sono più giocatori, allenatori e dirigenti che davano tutto per questa maglia e che avevano fame di vittorie. La Juventus è morta e ora risorgere dalle proprie ceneri sarà alquanto difficile.


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