La Juventus perde ancora, stavolta in trasferta a Marassi, con una prestazione, in linea col secondo tempo visto a Lecce, tra le peggiori dell'era Spalletti. La Vecchia Signora aveva perso tre delle prime nove partite stagionali di Serie A solamente in altre due occasioni nell'era dei tre punti a vittoria, una statistica che la dice lunga sulla situazione attuale dei bianconeri. Una sconfitta pesantissima, con pochissime occasioni create da Madama e una performance difensiva tutt'altro che all'altezza, con errori grossolani su entrambi i gol concessi, prima da parte di Cambiaso, che anticipando Vicario devia direttamente il pallone nella propria porta, e poi di Kalulu che perde un sanguinoso pallone a centrocampo, regalandolo a Vitinha. L'unico sussulto del match dei bianconeri arriva al terzo minuto di recupero nel secondo tempo, con la partita ormai agli sgoccioli, con la traversa di Koopmeiners su una punizione di seconda.
La Juve dovrà riflettere molto attentamente sul proprio futuro, a partire già dalla giornata odierna, mentre si preparerà all'ultima settimana prima della sosta nazionali di novembre. In quest'ottica Spalletti avrebbe indetto un ritiro "punitivo" per i giocatori fino alla gara casalinga con il Napoli, sperando in un'inversione di rotta totale. Bisognerà però capire se questa mossa riuscirà a dare la scossa voluta dal tecnico di Certaldo o se sarà necessario l'ennesimo cambio di allenatore, 364 giorni dopo l'ultima volta. Domani sarà infatti l'anniversario di Luciano sulla panchina della Juventus, un anno però tutt'altro che brillante, con l'allenatore oggi non più saldo sulla panchina bianconera.
I possibili sostituti
Carnevali e Massara vorrebbero evitare un altro cambio di guida tecnica, ma se i risultati continuassero a non arrivare sarebbe praticamente impossibile continuare con Luciano Spalletti. Come riportato da La Stampa gli eventuali candidati per il dopo Spalletti sarebbero tre, per i quali però, al momento, non risultano trattative concrete. Il primo, il nome più invocato dai tifosi, sarebbe ovviamente quello di Antonio Conte, oggi libero dopo l'ultima esperienza al Napoli, che avrebbe però dichiarato, meno di una settimana fa, di non aver ancora avviato trattative avanzate, né lato Manchester United, di cui si è parlato spesso, ma che al momento pare intenzionato a dare fiducia a Carrick, né tantomeno lato Juventus. Il secondo nome sarebbe invece Pioli, reduce dalla disastrosa esperienza con la Fiorentina, ma che, come dichiarato da lui stesso, vorrebbe tornare all'opera e rimettersi in gioco. Il terzo e ultimo nome, riportato con forza nelle ultime ore anche da FootMercato, sarebbe quello di Deschamps, dopo ben 14 anni da CT della nazionale francese, il tecnico vorrebbe ripartire con un nuovo progetto, ed alcuni intermediari avrebbero già proposto il nome alla Vecchia Signora, dalla quale il tecnico francese si è sempre pentito di essersi separato. La Juventus del duo Carnevali-Massara avrebbe quindi in realtà già in mente l'identikit del nuovo tecnico, in attesa però, dell'eventuale placet di John Elkann, l'unico che potrebbe dare realmente la scossa, con un possibile cambio di guida sulla panchina bianconera, qualora i risultati della sua Juve tardassero ancora ad arrivare con mister Spalletti.
Una cosa tra l'altro accomunerebbe tutti e tre i nomi tirati in ballo: la vittoria della Coppa Campioni o della Champions League, da giocatori, con la maglia bianconera. Stefano Pioli, all'epoca giovane difensore della rosa di Trapattoni, vinse la Coppa Campioni nella stagione 1984/85, nella tragica notte dell'Heysel. Antonio Conte e Didier Deschamps invece vinsero la Champions League coi bianconeri nella stagione 1995/96, da pilastri del centrocampo della rosa di Marcello Lippi. E chissà che questa non sia solo una coincidenza, ma un tentativo da parte della dirigenza della Juve di riportare a Torino gente che con questa maglia, sotto la Mole, ha vinto e convinto.
L'aspetto tecnico dei tre allenatori
Se da un lato, con Antonio Conte avremmo un calcio d'intensità, basato su concretezza e atletismo, giocando di profondità e pressione partendo da un blocco difensivo basso, dall'altro lato con Pioli ci troveremmo di fronte a un gioco più fluido ed offensivo, basato su sovrapposizioni sulle fasce e una riaggressione alta a livello difensivo. Il più moderato sarebbe quindi Deschamps, più risultatista, pragmatico, puntando sulla solidità difensiva e lasciando totale libertà negli ultimi 30 metri.
Tutte le opzioni avrebbero quindi dei punti a favore per risolvere le reali esigenze del club, con il tecnico salentino che potrebbe riaccendere quel fuoco dentro ai giocatori e aumentarne l'intensità atletica, con Stefano Pioli che potrebbe invece portare quell'impronta più "giochista" che ad oggi Spalletti non è riuscito a portare, e infine con Didier che lascerebbe finalmente spazio all'estro dalla trequarti in su, sfruttando a pieno le potenzialità delle ali nella rosa bianconera, fino ad oggi inespresso a pieno. La Juventus sarà chiamata a scegliere quindi molto presto il proprio futuro. Vedremo dunque quale sarà l'opzione che convincerà maggiormente la coppia Carnevali-Massara, sempre con un occhio fisso sul bilancio, con Elkann che ha già comunicato di garantire un nuovo aumento di capitale all'ultima assemblea dei soci, ma che vorrebbe arginare al massimo le continue perdite finanziarie.





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