Bisognava continuare, almeno sotto il punto di vista dei risultati, quanto dimostrato nella scorsa partita contro il Lecce. Stavolta, invece, la Juventus non è mai entrata in campo, concedendo troppo e contemporaneamente costruendo troppo poco. Tutti i limiti della squadra sono stati evidenziati nelle due occasioni che hanno portato ai gol del Genoa, dove tra errori individuali e scelte sbagliate, gli uomini di Luciano Spalletti hanno permesso prima ad Ehzibue e poi a Baldanzi di trovarsi faccia a faccia con Vicario.
Prestazione horror e il ruolo di Spalletti
Non si salva nessuno tra gli juventini scesi in campo ieri sera. A partire dalla prova di Andrea Cambiaso, che da mesi e mesi non riesce più a ritrovare quello stato di forma che aveva convinto perfino il Manchester City di Pep Guardiola a puntare su di lui. Ma non si tratta solamente dell'esterno: il problema è della squadra nella sua interezza. La dove fino a poco tempo fa vi erano degli elementi a cui era possibile aggrapparsi, una sorta di salvagenti nella tempesta bianconera, risulta invece ora difficile individuarli. Giocatori come Weston McKennie, Bremer, Kalulu, quasi sempre tra i migliori in campo anche con Spalletti in panchina, sembrano oramai parte dell'intoppo. Non si salva nemmeno l'attacco, riconvertito nuovamente con Kolo Muani unica punta, supportato alle spalle da Kerim Alajbegovic. Una mossa che continua a non pagare, come evidenziato poi dall'ingresso ad inizio secondo tempo di Woltemade, di nuovo chiamato a reggere il peso dell'ultima tre quarti insieme al francese.
Lo stesso Luciano Spalletti infine, ai microfoni di DAZN, ha voluto mandare le proprie scuse a tutti i tifosi juventini, chiarendo che "tutto ciò che si dice ora è sbagliato, e che ci vorrà del tempo per mettere a posto la situazione". Il tempo non è certamente un alleato, soprattutto in una società come la Juventus, che non vince uno scudetto dal lontano 2020. Una cosa è certa però: cambiare nuovamente allenatore, il quinto nel giro di tre anni, non cambierebbe di fatto la situazione, e sarebbe solamente l'inizio dell'ennesimo "Giorno della marmotta".



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