In seguito al big match Bologna-Juventus, La Domenica Sportiva ha dedicato ampio spazio all’analisi della sfida disputata al Dall’Ara. Una partita definita rischiosa, giocata sul filo del rasoio, che ha visto la Vecchia Signora uscirne vincitrice grazie ad una crescita lenta e progressiva nei novanta minuti.
Segnali di maturità e questioni aperte: cosa dice Bologna – Juventus
La vittoria contro la squadra di Vincenzo Italiano è stata una partita sofferta, ma importante. Non solo in termini di classifica, che in caso di sconfitta sarebbe stata complicata, ma anche per le occasioni create. Questo è un aspetto spesso mancato in passato e che oggi può essere letto come un segnale di maturità.
Uno dei temi centrali della serata è stato il ritorno di Gleison Bremer, la cui assenza si era avvertita sin dalla prima sconfitta stagionale contro il Como. Secondo Stefano Sorrentino, ex portiere del Chievo e ospite in studio, la presenza del difensore brasiliano ha ridato fiducia al reparto arretrato. Bremer ha concluso la partita dando solidità ad una difesa che ha saputo resistere fino al fischio finale. Tuttavia, lo stesso Sorrentino ha sottolineato come, nonostante la buona fase difensiva, i problemi in attacco restino evidenti. La Juventus segna poco, crea poche azioni da rete e soffre l’assenza di Dušan Vlahović.
Lele Adani ha definito la sfida tra le due squadre una partita “sul filo del rasoio”, ribadendo però che una vittoria di questo tipo può rappresentare un vero punto di partenza. Secondo l’ex difensore, con il rientro di Bremer non ci sono motivi per arretrare Teun Koopmeiners. L’olandese deve tornare a occupare stabilmente una posizione di centrocampo, dove può servire i compagni e dare qualità al gioco, senza snaturare le sue caratteristiche. Per quanto riguarda il reparto offensivo, Adani non ha giudicato positiva la prestazione di Jonathan David, apparso poco incisivo. Al contrario, ha apprezzato l’impatto di Loïs Openda, subentrato al 61′ con un atteggiamento propositivo. Tuttavia, siamo ancora lontani dal prototipo dell’attaccante bianconero. Un giocatore, non solo in grado di segnare ma anche di servire e sacrificarsi per la squadra. Un aspetto importante su cui Luciano Spalletti deve ancora lavorare.
Dello stesso pensiero Ciccio Graziani, che ha evidenziato come David sia attualmente avanti nelle gerarchie, come dimostrato dalla scelta di schierarlo titolare. L’ex attaccante e allenatore ha elogiato l’ingresso del giocatore belga, risultato decisivo nel provocare l’espulsione di Heggem. Nel corso della trasmissione si è parlato anche delle prestazioni individuali, in particolare di Michele Di Gregorio. Il portiere ha compiuto tre parate importanti che hanno permesso ai bianconeri di restare in partita nei momenti di maggiore pressione del Bologna. Un contributo essenziale in una gara in cui la squadra ne esce con la porta inviolata.
Le voci del post-partita tra allenatori, episodi e analisi
Nel post-partita, Luciano Spalletti si è detto soddisfatto della prestazione della squadra e della prova difensiva di Koopeminers, nonostante il cartellino giallo e i diversi falli commessi. Il tecnico ha riconosciuto la qualità del Bologna, definendolo un organico organizzato e ben costruito. Lo stesso Spalletti nell’intervista ha richiamato il concetto di “Dna bianconero”, tema ripreso in studio da Sorrentino. Secondo quest’ultimo, la Juve ha finalmente fatto intravedere un’identità chiara, ma serve continuità: in una società come la Juventus una singola vittoria non basta.
Riguardo la squadra di casa, Vincenzo Italiano ha dichiarato che il Bologna non esce ridimensionata dalla sconfitta. L’allenatore ha messo in risalto le occasioni create dai propri interpreti e la difficoltà nel preparare la gara a causa del poco tempo a disposizione dopo la trasferta in Spagna, contro il Celta Vigo. Tuttavia, ha precisato che questo aspetto non deve essere considerato un alibi, ricordando come in altre occasioni la squadra sia riuscita a vincere nonostante situazioni simili.
Nel finale si è discusso anche di un episodio dubbio in area di rigore, con un contatto su David da parte di Lucumì. Interpellato sull’azione, Sorrentino ha chiarito che pur essendoci una spinta del difensore, il calcio resta un gioco di contatti e l’episodio non è da considerarsi calcio di rigore. A chiudere l’analisi, l’intervista a Nicolò Cambiaghi, che ha ribadito come la partita contro la Juventus sia stata preparata in un allenamento e come il poco tempo a disposizione non rappresenti una scusa. Il giocatore ha accentuato i numerosi aspetti positivi della gara, soffermandosi sull’azione da calcio piazzato da cui è nato il gol decisivo, su cui il Bologna dovrà lavorare.
Infine è stato riportato anche il commento di Giovanni Guardalà, giornalista di Sky Sport: “Ieri la miglior Juve della stagione. Era una serata che Spalletti aspettava da un po’, una Juventus che ha vinto con merito… dal punto di vista dell’intensità, della voglia, della continuità, è stata una Juventus convincente. C’è quella mancanza di cattiveria per chiudere la partita, quella mancanza di lucidità nell’ultimo passaggio. Però nel complesso ha fatto un’ottima partita e finalmente, come dice Spalletti, il pallone viaggiava velocemente”.
