Juventus, Paratici ricorda il suo recente passato: “Eravamo avanti 20 anni, Ronaldo? Ha reso tutto troppo facile”

L'ex dirigente bianconero racconta i segreti del ciclo vincente e l'impatto (anche inatteso) di Cristiano Ronaldo nello spogliatoio juventino

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Fabio Paratici torna a parlare della sua esperienza alla Juventus, nell’intervista con Paolo Condò al Corriere della Sera, e lo fa evidenziando come il successo dei risultati ottenuti sia stato frutto di più fattori, elogiando il presidente Andrea Agnelli, e una dirigenza composta da gente esperta e visionaria.

L’attuale direttore sportivo della Fiorentina è rimasto fra i banchi alla Continassa per oltre 11 anni, partecipando attivamente al successo della squadra e alla conquista dei 9 scudetti consecutivi. Per lui gli anni passati a Torino rimangono tra più importanti della sua carriera dirigenziale, e lo dimostrano le belle parole spese nei confronti di quella che oggi è la rivale storica del suo attuale club.

Parole dolci che non faranno felicissimo il popolo viola, ma che ricordano come la Juve “fosse vent’anni avanti rispetto alle concorrenti” un discorso che fa male a tutto il mondo bianconero nel ricordare gli anni d’oro del decennio scorso soprattutto se paragonato a quello attuale

Cristiano Ronaldo e l’effetto collaterale

Uno dei passaggi più interessanti riguarda Cristiano Ronaldo. Paratici riconosce l’impatto positivo del portoghese su tutto il movimento calcistico italiano, ma ricorda anche l’effetto collaterale inatteso, e il tracollo del mondo juventino.

Segnando un gol a partita, Ronaldo facilitò troppo la vita dei compagni“, situazione che secondo Paratici ha inciso sull’equilibrio della squadra, composta da giocatori veterani e già abituati a vincere. Al primo anno di Ronaldo tutti si aspettavano la Champions League e la sconfitta casalinga contro l’Ajax segnò uno spartiacque, portando all’addio di Massimiliano Allegri e l’inizio della fine dei sogni europei juventini.

L’era Juventus raccontata da Paratici è stata fatta di innovazione, visione, ma soprattuto attenzione ai dettagli. Oggi più che mai la Vecchia Signora se vuole tornare competitiva, dovrebbe guardare al proprio recente passato, pur consapevole che un ciclo così vincente sarà difficilmente replicabile nel breve periodo.

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Ciao, sono Simone, dottore in Comunicazione ora punto al giornalismo. Unisco curiosità, spirito critico e attenzione alle fonti per costruire storie solide che sanno anche incuriosire

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