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Juve, l’attacco torna un rebus: Vlahović frena, proposto Beto

Il recupero del serbo slitta e a Torino valutano una vera prima punta: Mateta resta il nome caldo, ma spuntano En-Nesyri e Beto

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La Juventus ha riaperto il dossier attaccanti. Non per mancanza di soluzioni tecniche, ma per un’incognita fisica che rischia di pesare più del previsto: Dušan Vlahović potrebbe rientrare oltre le tempistiche inizialmente stimate, lasciando scoperto un ruolo che Luciano Spalletti considera centrale nell’equilibrio del reparto. Con l’estate che si avvicina e l’interesse di Milan e Inter sullo sfondo, a Torino è tornata d’attualità l’idea di inserire una prima punta pura.

Mateta resta in cima, ma il prezzo è il nodo

Il nome che guida la lista è sempre Jean-Philippe Mateta. Il Crystal Palace ha ribadito una valutazione da 35 milioni, cifra che la Juventus considera elevata in questa fase. La strategia bianconera è chiara: prestito con formula creativa per abbassare l’impatto immediato a bilancio. Una finestra potrebbe aprirsi se il Palace completasse l’innesto di Cherif dall’Angers, mossa che darebbe maggiore flessibilità in uscita al club inglese.

Le alternative prendono quota

In parallelo, cresce l’attenzione su Youssef En-Nesyri. Il centravanti del Fenerbahçe è stato segnalato anche a Napoli e Roma, ed è ritenuto disponibile a una partenza temporanea, dettaglio che lo rende compatibile con l’idea Juve di un innesto-ponte.

Sul tavolo è finito anche Beto, in uscita dall’Everton. La sua candidatura, però, resta legata alle scelte di En-Nesyri, che al momento ha declinato l’ipotesi inglese. Più fredda, invece, la pista Alexander Sørloth: l’Atlético Madrid continua a chiedere oltre 40 milioni, valutazione ritenuta fuori scala a Continassa.

Una scelta che pesa sull’equilibrio

Il punto non è aggiungere quantità, ma proteggere l’assetto offensivo in un momento delicato. Con Jonathan David che sta dissipando molte perplessità e altre soluzioni che non offrono le stesse garanzie, la Juventus cerca un profilo capace di affiancare o alternarsi senza snaturare il sistema. Il casting è aperto, i margini sono stretti e il tempo, come spesso accade, rischia di essere l’avversario più duro da battere.

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