Juventus, McKennie sempre più centrale: Spalletti lo esalta

Da jolly a pilastro bianconero: lo statunitense cresce sotto la guida del tecnico e conquista tutti

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La Juventus ha trovato in Weston McKennie una delle certezze più solide della propria stagione. Il centrocampista statunitense si è imposto come elemento irrinunciabile nello scacchiere bianconero, diventando uno dei pilastri del progetto tecnico di Luciano Spalletti, che ne ha rilanciato centralità, rendimento e peso specifico all’interno della squadra.

La crescita di McKennie non è più una sorpresa, ma una costante che si riflette nelle scelte di formazione e nelle parole dell’allenatore, pronunciate con chiarezza anche nel post partita. Spalletti non si limita a considerarlo un centrocampista totale: lo immagina, all’occorrenza, persino come soluzione offensiva pura, ribaltando definitivamente l’etichetta di semplice jolly.

Da comprimario a riferimento strutturale

Il cambio di passo è evidente nei numeri e nelle gerarchie. Dall’arrivo di Spalletti, McKennie è diventato un titolare fisso, sempre presente dall’inizio e quasi mai sostituito. Un segnale forte, che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il ruolo assunto dal texano nello sviluppo della nuova Juventus.

La sua stagione, fino a questo momento, è scandita da continuità e incisività. Sempre titolare dalla gara con la Cremonese, primo match della gestione Spalletti, è stato sostituito solo in tre occasioni in campionato e ha inciso anche sotto porta, con due reti in Serie A e tre in Champions League. Numeri che certificano un rendimento completo, fatto di corsa, fisicità e presenza costante nelle due fasi.

L’elogio pubblico di Spalletti

Il tecnico bianconero non ha nascosto la propria stima, spingendosi oltre una semplice valutazione tattica. «McKennie è un attaccante centrale perfetto, è uno dei più forti che c’è a giocare centravanti», ha dichiarato Spalletti, sottolineando aspetti chiave del suo gioco. «Lui lotta, è forte di testa, ha un jump impressionante, gioca non per farsi dire “poverino”, gioca per fare risultati, perché prende delle decisioni. Sarebbe un attaccante perfetto».

Parole che fotografano un calciatore trasformato, capace di interpretare ruoli diversi senza perdere efficacia, ma soprattutto di incarnare lo spirito competitivo che l’allenatore vuole trasmettere alla squadra.

La soddisfazione della famiglia

La conferma del momento positivo di McKennie arriva anche fuori dal campo. Il padre, John, ha commentato pubblicamente la stagione del figlio con un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: «Posso dire che non vedevo Wes così felice da tempo. L’allenatore ha fatto decisamente la differenza».

Un attestato che chiude il cerchio su un percorso di rilancio evidente. Nella Juventus che sta ritrovando identità e continuità, Weston McKennie non è più una soluzione d’emergenza, ma una colonna portante. E oggi, per i bianconeri, rinunciarvi sembra semplicemente impossibile.

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