Si è concluso con una vittoria l’anno solare 2025 della Juventus: quella per 0-2 in casa del Pisa, nel segno della continuità di risultati positivi intrapresi con la guida di Luciano Spalletti. In generale, però, gli ultimi 365 giorni hanno visto l’alternarsi di luci ed ombre alla Continassa. Momenti sì e momenti no, bianco e nero che si danno il cambio, proprio come sulla maglie indossate dai giocatori.

Un inizio confuso
Con ancora Thiago Motta in panchina, nonostante i primi dubbi stessero cominciando ad emergere riguardo le qualità del tecnico italo-brasiliano, la Juventus comincia il suo anno in Arabia Saudita, cornice della Supercoppa Italiana 2024. Il cammino bianconero sarà decisamente corto, vista la prematura uscita dalla competizione per mano del nuovo Milan di Sergio Coinceicao, futuro vincitore della coppa contro i cugini dell’Inter.
Di ritorno in Italia, la Juventus prosegue il suo percorso non entusiasmante in campionato, nonostante delle ottime prestazioni, come quelle contro l’Atalanta, il Milan ed il Como. Grazie ai diversi punti accumulati, anche e soprattutto grazie al neo acquisto in attacco Kolo Muani, la Juve si avvicina clamorosamente alla zona Scudetto, soprattutto dopo la vittoria casalinga contro l’Inter di Simone Inzaghi.
Proprio a questo punto sembrano però formarsi le prime crepe: alle tante domande dei giornalisti su un possibile sogno tricolore, Thiago Motta sembra volersi divincolare da tali pretese. Segno, come inteso da molti, di una mancata percezione del contesto competitivo nel quale ormai era coinvolto.
L’uscita dalla Champions League e la débacle di Motta
Tra gennaio e febbraio, la Juventus termina la fase campionato di Champions League con le due partite contro Club Bruges e Benfica. Il totale dei punti guadagnati è solamente di uno, il che fa scattare l’obbligo dei play-off per la Vecchia Signora. Le partite di andata e ritorno si giocheranno contro il PSV Eindhoven, che tra le mura di casa ribalterà il risultato dell’andata, decretando l’uscita della Juve dalla massima competizione europea.
Nel giro di poche settimane, complice la disastrosa sconfitta in casa contro l’Empoli in Coppa Italia, ed i sette gol subiti in due partite da Atalanta e Fiorentina, Thiago Motta viene esonerato da Cristiano Giuntoli, lo stesso artefice del suo arrivo in estate a Torino.

L’arrivo di Tudor e la fine del campionato
A sopperire la mancanza di allenatore arriva quindi Igor Tudor. Ex giocatore juventino nei primi anni 2000, il croato non esiterà ad accettare l’offerta della sua vecchia squadra, tanto da farsi il viaggio Croazia-Torino in macchina, appena saputo della notizia.
Le innovazioni tattiche del tecnico non sono molte, ma abbastanza per permettere alla sua rosa di ritrovare un senso della responsabilità ormai totalmente assente. Nelle nove partite rimanenti la Juventus perde una sola volta, assicurandosi il quarto posto all’ultima giornata contro il Venezia, grazie ad un rigore realizzato dal capitano Manuel Locatelli.
L’estate tra mercato e Mondiale per Club
Una volta finito il campionato non è ancora il momento di riposare per gli uomini di Tudor. La data segnata in rosso sul calendario è infatti il 19 di giugno, giorno in cui la Juventus inizia il suo personale Mondiale per Club. Si tratta di un torneo approcciato dai bianconeri nel migliore dei modi, con i 9 gol totali rifilati ad Al-Ain e Wydad FC. Tante reti, forse troppe, che magari convincono giocatori ed allenatori a poter ambire a qualcosa di più degli ottavi di finale. Le speranze vengono però prima affievolite dalla sconfitta per 2-5 contro il Manchester City, e poi dalla definitiva uscita agli ottavi contro il Real Madrid, che contro la Juventus vince di misura per 1-0.
Finita l’avventura statunitense, la dirigenza bianconera può finalmente concentrarsi sul mercato estivo. Tanti i temi principali: l’addio di Giuntoli, il bisogno di un rinforzo in attacco, la questione contrattuale di Dusan Vlahovic, che alla fine non si muoverà da Torino. Alla fine dei conti, luglio ed agosto trascorrono senza veri colpi degni di questo nome, se non l’arrivo di Jonathan David dal Lille a parametro zero. L’attaccante canadese, corteggiato da mezza Europa, arriverà a Torino con i migliori propositi che, come si vedrà, non saranno mantenuti.
Gli ultimi giorni di mercato e la questione allenatore
Per scaldare gli animi dei tifosi bisognerà aspettare gli ultimi giorni di mercato, quando il nuovo dirigente sportivo Damien Comolli riuscirà a portare ai piedi della Mole due nomi pregni di aspettative: ad accasarsi alla Juve arrivano infatti Lois Openda ed Edon Zhegrova, rispettivamente da Lipsia e Lille. In questo modo la Juventus compone un comparto d’attacco tra i migliori del campionato, almeno sulla carta, ai quali nuovi arrivati si aggiungono i già presenti Vlahovic, Yildiz e Coinceicao.
Per parte dell’estate anche la questione allenatore rimane sul tavolo: Antonio Conte sembra poter tornare sulla panchina che ha allenato dal 2012 al 2014, dopo l’annata magica che lo ha visto trionfare in campionato con il suo Napoli. Sembra tutto scritto, ma Aurelio De Laurentis si mette in mezzo, e grazie ad un’ imponente campagna acquisti ed un progetto di lunga data pronto per lui, convince il tecnico salentino a non muoversi dal capoluogo campano.
L’inizio del campionato 2025/2026
Le premesse di inizio campionato sono delle migliori: tre vittorie nelle prime tre giornate, con la ciliegina sulla torta della vittoria del Derby d’Italia contro l’Inter, vinto allo scadere con un tiro da fuori di Vasilije Adzic. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Nonostante i 9 punti conquistati, è evidente che il gioco della squadra di Tudor non convince. Troppo atletismo richiesto ai calciatori, con la conseguenza che il talento massimo della rosa, Kenan Yildiz, è costretto a finire le partite anzitempo, a causa del troppo dispendio fisico.
La “pareggite” e l’esonero di Tudor
La vittoria con l’Inter sembrava aver aperto le porte ad una grande stagione, ed invece a rivelarsi vero sarà l’esatto contrario. Da quel momento nessuna vittoria in ben 8 partite tra Serie A e Champions League, che decreteranno l’esonero di Igor Tudor, secondo tecnico esonerato in meno di un anno, simbolo della confusione che regna sovrana a Torino.

Un nuovo inizio con Luciano Spalletti
Per rimettere ordine alla Continassa, Damien Comolli chiama Luciano Spalletti. Allenatore con un’esperienza quasi trentennale, Luciano da Certaldo è in cerca di riscatto dopo il fallimento con la Nazionale italiana.
L’apporto di Spalletti alla squadra, per ora più emotivo che tattico, visto il poco tempo avuto a disposizione, ha comunque sortito gli effetti sperati. Nelle 13 partite finora disputate con l’ex allenatore romanista in panchina, la Juventus ha perso una sola volta a Napoli, terra apparentemente inespugnabile da anni per la Vecchia Signora.
Le speranze per una svolta definitiva
A differenza delle ultime esperienze vissute dalla Juventus, l’energia, il carisma, e l’indubbia preparazione di Spalletti fanno ben sperare per il futuro. A supporto di questo, nelle ultime ore sembra star circolando la notizia secondo la quale Comolli sarebbe già pronto ad allungare il contratto del toscano fino al 2028. Non solo la dirigenza sarebbe soddisfatta, ma anche i giocatori, primo tra tutti il fuoriclasse Yildiz, anche lui pronto all’allungamento contrattuale, tutto fuorché immeritato.

