Caporetto bianconera a Istanbul: la Juventus di Spalletti affonda tra gli errori e i veleni

Il Galatasaray travolge la Signora nella ripresa: l'espulsione lampo di Cabal e la doppietta dell'ex Napoli Noa Lang mettono fine ai sogni di Champions.

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Il crepuscolo della spedizione bianconera in Turchia assume i contorni di una debacle internazionale senza precedenti per la gestione di Luciano Spalletti. Dopo un primo tempo autoritario, chiuso in vantaggio e illusorio per solidità tattica, la Juventus è letteralmente naufragata sotto i colpi di un Galatasaray feroce, incassando una ripresa definibile come la più opaca e strutturalmente fragile dell’intero biennio spallettiano. Il parziale finale, che vede i torinesi quasi estromessi dalla Champions League, non è solo il frutto dell’assenza pesante di Bremer al centro della difesa, ma il sintomo di un’incapacità cronica di gestire la pressione ambientale dell’Ali Sami Yen, teatro di una capitolazione tecnica ed emotiva che apre una crisi profonda alla Continassa.

L’errore tattico e il blackout difensivo

Il punto di rottura del match è coinciso con una scelta tecnica rivelatasi esiziale: l’avvicendamento tra l’ammonito Cambiaso e Cabal. «L’intento era quello di preservare l’integrità numerica della squadra, evitando il rischio di un secondo giallo», ha spiegato il tecnico nel post-partita, ma l’ingresso dello “sciagurato colombiano” ha sortito l’effetto opposto. Entrato con un approccio apatico e privo del mordente necessario per contrastare le folate turche, Cabal è riuscito nell’impresa negativa di rimediare due cartellini gialli in soli otto minuti, lasciando i compagni in balia degli avversari quando il punteggio recitava già un preoccupante 3-2. In questo contesto di sbandamento generale, la doppietta di Noa Lang ha agito come un detonatore, rappresentando non solo la condanna per la Juventus, ma anche un amaro rimpianto per il Napoli di Antonio Conte, colpevole di aver lasciato partire il talento olandese con eccessiva fretta.

La crisi d’identità e l’incubo playoff

I numeri che accompagnano questa caduta sono impietosi: la Juventus ha perso tre delle ultime quattro gare, subendo la cifra record di 13 reti, un dato che stride violentemente con la filosofia difensiva storica del club. L’identità impressa da Spalletti sembra essersi sgretolata sotto il peso di una fragilità psicologica evidente. Il problema, tuttavia, appare sistemico per il calcio italiano: i playoff di Champions si confermano una “trappola” insormontabile. Dopo il triplo fallimento azzurro della scorsa stagione, l’attuale campagna è iniziata sotto i peggiori auspici: l’Atalanta è uscita ridimensionata dalla trasferta di Dortmund contro il Borussia (2-0), mentre le speranze nazionali sono ora aggrappate all’Inter, attesa dalla proibitiva trasferta al Circolo Polare Artico contro il Bodo Glimt. Sul sintetico norvegese, capace di umiliare persino il Manchester City, i nerazzurri dovranno dimostrare una tenuta mentale superiore a quella mostrata dai bianconeri a Istanbul, smaltendo rapidamente le scorie polemiche seguite all’ultimo Derby d’Italia.

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