La nobile tradizione della porta bianconera, storicamente difesa da giganti come Gianluigi Buffon e Wojciech Szczesny, sta vivendo una stagione di inaspettate turbolenze. Michele Di Gregorio, arrivato dal Monza con l’etichetta di miglior portiere del nostro campionato (due stagioni fa ormai), sta faticando a confermarsi ai livelli richiesti da una big come la Juventus. Le prestazioni fornite finora dall’estremo difensore non solo appaiono distanti dai picchi dei suoi illustri predecessori, ma lo collocano attualmente al di fuori dell’élite della Serie A. I numeri, analizzati con freddezza statistica, confermano una crisi di rendimento che inizia a preoccupare l’ambiente torinese.
L’ombra della Lazio e lo 0,03% di Isaksen
L’ultimo turno di campionato contro la Lazio è stato lo specchio fedele delle difficoltà del numero uno bianconero. Come raccontato oggi dalla redazione di Goal.com, Di Gregorio ha incassato due reti sui primi due tiri in porta subiti. Se sulla deviazione di Bremer che ha favorito il gol di Pedro il portiere poteva fare ben poco, le critiche più feroci si sono concentrate sul raddoppio firmato da Isaksen.
Secondo i dati avanzati sulle probabilità di realizzazione, la conclusione del danese, scoccata da posizione estremamente decentrata, aveva appena lo 0,03% di possibilità di insaccarsi. Il posizionamento incerto di Di Gregorio sul primo palo ha invece permesso al pallone di finire in rete, un errore tecnico evidente che ha pesato come un macigno sul risultato finale.
Il confronto impietoso con le altre big
Analizzando il dato dei “Goal Prevented” (i gol evitati rispetto a quelli previsti dal modello statistico), il divario con i top del ruolo emerge in tutta la sua nitidezza. Di Gregorio occupa appena la dodicesima posizione in questa speciale classifica con un indice di +1.2. Per dare una dimensione del distacco, Mike Maignan del Milan svetta a quota +9.1, ma anche profili come Svilar e Provedel stanno offrendo garanzie decisamente superiori.
Con 17 reti subite in 21 presenze e una percentuale di parate che si ferma al 70,7%, Di Gregorio non riesce più a essere quel valore aggiunto che era stato in Brianza. Spesso, inoltre, il portiere juventino è capitolato alla prima conclusione nello specchio ricevuta durante il match, un segnale di mancanza di reattività o di scarsa tenuta mentale nei momenti chiave.
Gerarchie nazionali e ombre di mercato
Il calo di rendimento ha avuto ripercussioni immediate anche in ottica Nazionale. Nelle gerarchie del CT Gennaro Gattuso, Di Gregorio è scivolato al sesto posto. Oltre agli intoccabili Donnarumma, Vicario e Carnesecchi, l’allenatore azzurro gli preferisce attualmente anche Alex Meret (nonostante il dualismo al Napoli) e Caprile del Cagliari.
Questa involuzione sta spingendo la dirigenza della Continassa a riflessioni profonde in vista della prossima estate. Sebbene Mattia Perin non sembri rappresentare un’alternativa solida (ed è destinato a lasciare Torino a giugno), circolano già i primi nomi per un eventuale avvicendamento. Il sogno proibito resta Guglielmo Vicario, che potrebbe lasciare il Tottenham, anche se la concorrenza dell’Inter sul giocatore è fortissima. Al momento, Di Gregorio resta il titolare per mancanza di alternative immediate, ma la sua riconferma per la stagione 2026/2027 non è più un dogma indiscutibile.
