Il crocevia della Juventus: nove giorni per evitare il naufragio tra Como, Galatasaray e Roma

Spalletti affronta l'emergenza totale all'Allianz Stadium: senza Bremer e David, il tecnico studia una difesa inedita per arginare il Como, mentre l'ombra del fallimento internazionale incombe sui bianconeri.

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La Juventus si appresta a vivere la settimana più drammatica della sua gestione recente, un crinale temporale di nove giorni che stabilirà il confine tra la sopravvivenza sportiva e il fallimento totale. Sabato 21 febbraio, alle ore 15:00, l’Allianz Stadium sarà il teatro di uno scontro diretto dalle implicazioni pesantissime contro il Como di Cesc Fàbregas. Con i lariani distanti appena quattro lunghezze, la compagine di Luciano Spalletti non gioca solo per i tre punti, ma per l’integrità di un progetto tecnico scosso dalle fondamenta dopo i rovesci contro Inter e Galatasaray. Il morale è ai minimi storici e la condizione atletica appare precaria, lasciando al tecnico di Certaldo il compito titanico di ricostruire una identità vincente in appena settantadue ore.

Emergenza difesa: Koopmeiners arretrato e l’azzardo del 3-4-2-1

L’infermeria bianconera non concede sconti nel momento del bisogno. Il forfait di Bremer, vittima di un sovraccarico al flessore nella sfortunata trasferta di Istanbul, costringe Spalletti a ridisegnare completamente la fisionomia arretrata. Con l’obiettivo di preservare il brasiliano per il ritorno europeo, e dovendo fare a meno dello squalificato Kalulu, il tecnico sembra orientato verso un inedito 3-4-2-1. La mossa della disperazione potrebbe vedere Teun Koopmeiners scalare nel pacchetto difensivo accanto a Gatti e Kelly, un sacrificio tattico necessario per garantire qualità in uscita in un reparto privo dei suoi riferimenti naturali. Sul fronte offensivo, l’assenza prolungata di David obbligherà nuovamente la coppia Yildiz-Openda a caricarsi sulle spalle il peso dell’attacco, cercando di scardinare una difesa lariana che, fortunatamente per i bianconeri, non potrà contare sull’estro dello squalificato Nico Paz.

Lo spettro del 1958 e la missione impossibile in Champions

Se il campionato rappresenta l’obbligo economico, l’Europa è ferita aperta che sanguina. Il 5-2 subito contro il Galatasaray ha rievocato fantasmi che la Vecchia Signora non vedeva dalla stagione 1958/59, quando incassò il celebre 7-0 dal Wiener Sport Club. Mercoledì 25 febbraio, la Juventus è chiamata a un’impresa che rasenta il miracolo sportivo: ribaltare tre gol di scarto contro una compagine turca galvanizzata dal risultato dell’andata. Un’eliminazione ai playoff di Champions League avrebbe il sapore del fallimento internazionale, aggravando una situazione finanziaria che, come noto, dipende strettamente dai proventi della massima competizione continentale.

La corsa Champions: il “terzo incomodo” e l’ombra di Gasperini

La classifica non permette distrazioni: la Juventus occupa la quarta piazza con 46 punti, ma sente il fiato sul collo della Roma di Gasperini, distante una sola lunghezza. Il calendario mette i bianconeri di fronte a un vero e proprio torneo a eliminazione diretta: dopo il Como, sarà la volta del Galatasaray e infine lo scontro frontale con i giallorossi. Sebbene il successo dell’andata (2-1) garantisca un piccolo vantaggio negli scontri diretti, un’eventuale sconfitta con due reti di scarto contro la Roma ribalterebbe ogni gerarchia in caso di arrivo a pari punti. Il Como si inserisce in questo duello come un terzo incomodo pericolosissimo, pronto a sfruttare il contraccolpo psicologico post-Derby d’Italia di una Juventus che sembra aver smarrito la bussola proprio nel cuore della tempesta.

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