Juve, i conti sorridono: plusvalenza ufficiale dall’affare Costa

La relazione semestrale chiarisce l'asse con il Porto: ecco le cifre dell'operazione João Mário

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Le pieghe del bilancio della Juventus offrono oggi, 10 marzo, una fotografia nitida delle strategie contabili e di mercato adottate dal club bianconero per garantire solidità e trasparenza finanziaria. Al centro dell’analisi, emersa dalla relazione semestrale consolidata al 31 dicembre 2025, c’è il doppio asse di mercato con il Porto, che ha visto protagonisti i trasferimenti di Alberto Costa e João Mário durante la scorsa estate.

Il club torinese ha voluto chiarire ufficialmente come le due operazioni siano state gestite come contratti totalmente autonomi e distinti, allontanando l’ipotesi di una semplice permuta. I dati parlano chiaro: il giovane portoghese Costa è stato ceduto ai Dragões per una cifra di 15 milioni di euro, mentre l’acquisto a titolo definitivo di João Mário (attualmente impegnato in prestito al Bologna) è stato finalizzato per un corrispettivo fisso di 11,4 milioni di euro. Questo incrocio, al netto degli oneri accessori, ha generato un conguaglio monetario di circa 3 milioni di euro a favore delle casse bianconere.

Sotto il profilo strettamente contabile, questa distinzione giuridica ha permesso alla Juventus di registrare una plusvalenza superiore ai 2,4 milioni di euro. La società ha precisato che la scelta di non contabilizzare l’operazione come permuta segue rigorosamente i principi internazionali IAS 38, garantendo la corretta rilevazione dell’impatto positivo a conto economico grazie alla sostanza commerciale dell’affare e alla misurazione attendibile del valore dei calciatori coinvolti.

Anche sul fronte lusitano i conti tornano: il Porto ha infatti indicato nella propria semestrale una plusvalenza di 10,4 milioni derivante dalla cessione del laterale ora in forza ai felsinei. Una gestione, quella tra le due società, che si differenzia nettamente da altri precedenti storici del club portoghese, dove in passato erano stati effettuati scambi “a specchio” senza passaggi di denaro o registrazioni di plusvalenze. Per la Juventus, questi numeri certificano la capacità di generare valore dai propri asset, mantenendo un profilo gestionale che punta a bilanciare la competitività sportiva con la sostenibilità economica.

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