Ci sono partite che possono consegnarti alla storia oppure farti scendere all’inferno. Juventus-Benfica, per i bianconeri, è sempre stata così. I bianconeri sono chiamati a sfatare un tabù che perseguita i bianconeri sin dal primo scontro. La Vecchia Signora ha vinto soltanto una volta contro la squadra portoghese, nell’ormai lontano 1993.
Domani i bianconeri sono chiamati all’impresa, anche per vendicare le recenti delusioni contro i lusitani. La sconfitta peggiore risale alla stagione 2013/14. In panchina, per i bianconeri, c’era l’ormai nemico Antonio Conte, ora saldo sulla panchina del Napoli, acerrima rivale della Juventus.
Gli uomini dell’allora tecnico pugliese erano arrivati a maggio a lottare su due fronti. In Italia vinsero il campionato con un margine abissale sulla Roma. Per quanto riguarda il contesto europeo, dopo il terzo posto nel girone di Champions League, da sempre problematica per Conte, i bianconeri furono ripescati in Europa League.
I bianconeri riuscirono ad arrivare in semifinale. Conte era chiamato a una scelta: da una parte puntare sull’Europa League, con la finale che si sarebbe disputata proprio all’Allianz Stadium, dall’altra invece concentrarsi sul record di punti in campionato.
Conte scelse il campionato, snobbando un evento che avrebbe potuto avere una conclusione da film d’amore. I bianconeri che avrebbero potuto alzare il trofeo nel loro stadio, con il calore dei loro tifosi. La doppia semifinale contro il Benfica trasformò il sogno in incubo, con Conte che si dimise poi durante il ritiro dell’estate seguente.
La doppia sfida nella semifinale di Europa League
I bianconeri arrivarono alla semifinale di Europa League dopo aver eliminato, nell’ordine, Trabzonspor, Fiorentina, e Lione. Anche il Benfica, dopo esser arrivato terzo nel suo girone di Champions League, è dovuto partire dai sedicesimi di finale. Gli avversari sono stati: PAOK, Tottenham e AZ. Il sogno del Benfica, dopo aver sconfitto la Juventus, si interruppe sul più bello. In finale, nel catino bianconero, i lusitani furono sconfitti 4-2 dal Siviglia ai calci di rigore, dopo che i 120′ tra tempi regolamentari e supplementari terminarono a reti bianche
Il match d’andata al Da Luz: non basta Tevez, Garay e Lima gelano i bianconeri
Il primo atto della sfida tra le due compagini si svolse al Da Luz il 24 aprile 2014. I bianconeri arrivarono con la Serie A ormai archiviata. In Portogallo i bianconeri presero il primo gol a freddo. É Garay a battere Buffon dopo solamente 2 giri di orologio.
Dopo il primo tempo terminato per 1-0 per i padroni di casa, Tevez pareggia i conti per i bianconeri al minuto 73. Questo risultato sarebbe stato ottimo per la Juventus, soprattutto visto il ritorno in casa della settimana seguente. Quando tutto faceva presagire a un pareggio arriva la doccia fredda per gli uomini di Conte. Lima, entrato al 62′ per Cardozo, segna il gol del 2-1 al minuto 84′, mandando in estasi il popolo lusitano.
Il ritorno dello Stadium: uno 0-0 che condanna Conte e i suoi ragazzi
Il ritorno dello Stadium, datato 1° maggio 2014 doveva esser solo una formalità. Tutti si aspettavano che la Juventus rimontasse il risultato. Bastava un solo gol per passare in finale, in virtù anche del gol siglato in trasferta. La Juventus, seppur giocando in superiorità numerica per una mezz’ora, complice l’espulsione di Perez, non riesce mai a trovare il gol.
Nel finale vengono espulsi anche Vucinic e Markovic. Nonostante ciò, a Torino, va in scena una serata da film horror. La Juventus ci prova, tirando 7 volte verso la porta dei lusitani, senza però trovare la rete. Dopo 90 minuti il risultato è di 0-0. Questo punteggio condanna Conte e i suoi ragazzi.
Domani però sarà un’altra storia. A caricare i ragazzi di Spalletti, che nel frattempo ha parlato in conferenza stampa, non ci sarà solo il pubblico, ma anche quella voglia di riscatto dopo la sconfitta contro il Cagliari. Vincere significa essere certi del play-off. La Juventus vuole continuare a sentire quella musichetta e sognare ancora le magiche notti di Champions League.

