Il calciatore portoghese, acquistato dalla Juventus la scorsa estate, in bianconero ha trovato poco spazio e voci di mercato lo vedrebbero già lontano da Torino.
Classe 2000, João Mário Neto Lopes, noto semplicemente come João Mário, è cresciuto nel settore giovanile del Porto, fino ad esordire in prima squadra il 15 luglio 2020 in occasione del match di Primeira Liga vinto 2-0 contro lo Sporting Lisbona. Con i Dragões un’esperienza durata ben 6 stagioni (2019-2025), collezionando 181 presenze e 5 reti, un percorso che gli ha permesso di affacciarsi anche alla nazionale portoghese, con 3 apparizioni all’attivo.
Numeri nettamente inferiori a quelli visti con la Juventus. Il terzino destro, infatti, che in Portogallo aveva fatto di velocità, resistenza e precisione nei cross i suoi punti forti, non sarebbe riuscito a ritagliarsi un ruolo centrale nelle gerarchie di Tudor prima e di Spalletti poi, rimanendo, di fatto, ai margini delle scelte tecniche dei due allenatori.
Joao Mario: i numeri
Ufficializzato il 24 luglio 2025, nello scambio con Alberto Costa, il terzino portoghese ha esordito con i bianconeri un mese più tardi, nella ripresa della gara d’esordio in campionato contro il Parma, vinta 2-0.
Il contratto lo legherebbe alla Juventus sino al 30 giugno 2030, tuttavia, il binomio tra lo scarso minutaggio e una fiducia mai realmente scoccata, suggerisce l’ipotesi di un addio anticipato. I numeri, d’altronde, parlano chiaro: appena 13 le presenze complessive e solo 2 le maglie da titolare.
Anche sotto la guida di Spalletti il trend non è cambiato: con la partita contro il Sassuolo, il minutaggio complessivo del portoghese sale a quota 46, un bottino probabilmente insufficiente per permettergli di esprimere le sue qualità. Allo stesso tempo il terzino non sembrerebbe rispondere comunque all’identikit tattico richiesto dal tecnico toscano per il suo sistema di gioco.
Come riportato da La Stampa, voci di mercato ipotizzerebbero uno scambio con il Benfica per arrivare al ventunenne norvegese Andreas Schjelderup, anche se le poche apparizioni del giocatore in bianconero renderebbero l’operazione tutt’altro che semplice e, al momento, dall’ambiente portoghese, non filtrerebbero segnali concreti.
Juve, luci e ombre dal mercato estivo
Tra gli acquisti della Juve nella scorsa sessione estiva di calciomercato, diversi profili faticano a ritagliarsi un ruolo: non solo João Mário si è rivelato un acquisto poco funzionale, un colpo fatto prima dell’arrivo del tecnico toscano che oggi non trova collocazione; diverso invece è il caso di Jonathan David che, dopo un avvio complicato, segnato dall’occasione sprecata contro il Pisa (poi riscattata da Yildiz) e dal rigore fallito contro il Lecce, con il Sassuolo l’attaccante ha sembrato dare segnali di ripresa, con una prestazione impreziosita da un gol e un assist. Se il rendimento positivo del canadese, frutto anche della fiducia e del lavoro di Spalletti, potrebbe rappresentare il primo passo nella giusta direzione, l’attaccante resta tuttavia un profilo ancora da valutare nel lungo periodo.
Quanto a Loïs Openda, il belga ha finora mostrato solo a sprazzi il proprio potenziale, rendendo ancora prematuro un suo giudizio definitivo. In merito invece ad Edon Zhegrova, talento indiscusso e capace di incidere quando è in campo, la scorsa stagione lo ha visto praticamente sempre ai box: una condizione fisica fragile che ne limita l’utilizzo e, con Conceição infortunato, complica ulteriormente la capacità della Juve di rompere le linee difensive avversarie.
Il mercato di gennaio diventa così centrale per la Juventus, chiamata a intervenire per modellare la rosa sulle esigenze di Spalletti, valorizzando risorse già presenti e colmando le evidenti lacune.

