DNA bianconero: quando la maglia è un’eredità

La Juventus è in primis una famiglia e, come tale, in un giorno speciale come quello del 19 marzo vuole porre l'attenzione sull'eredità che un padre può lasciare a un figlio.

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La Juventus non è soltanto un club: è una dinastia, un’eredità che si tramanda di generazione in generazione. E proprio ieri, 19 marzo 2026, nel giorno della Festa del Papà, la Vecchia Signora celebra un legame speciale: quello tra padri e figli uniti dagli stessi colori, il bianco e nero.

Di padre in figlio, nel segno della Juventus

Sono due le famiglie che hanno inciso il proprio nome nella storia bianconera, condividendo non solo il talento, ma anche lo stesso DNA juventino. Tra i protagonisti spiccano Khephren Thuram e Alfonso Montero, due storie diverse unite da un destino comune.

Il centrocampista francese Khephren Thuram ha scelto di raccogliere il testimone del padre Lilian Thuram, uno dei pilastri della Juventus dei primi anni 2000. Dopo le esperienze tra AS Monaco e OGC Nice, Khephren ha deciso di vestire la stessa maglia che suo padre ha reso leggendaria. Una scelta controcorrente rispetto al fratello Marcus Thuram, oggi protagonista dell’Inter. Come non ricordare Lilian: 204 presenza tra il 2001 e il 2006, uno scudetto e una Supercoppa, ma soprattutto un muro difensivo diventato simbolo di un’epoca. Oggi, dagli spalti, segue ogni passo del figlio, rivivendo in ogni partita quel legame indissolubile con i colori bianconeri.

Dall’altra parte c’è la storia di Alfonso Montero, giovane difensore della Primavera juventina, cresciuto calcisticamente nel Defensor Sporting. Figlio dell’indimenticabile Paolo Montero, Alfonso porta sulle spalle un’eredità pesante, ma affascinante. Paolo Montero è stato uno dei simboli della grinta juventina: 227 presenze tra il 1996 e il 2005, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA, tre Supercoppe italiane e quattro scudetti. In difesa, accanto a Thuram, ha formato una delle retroguardie più temute d’Europa. Il destino, poi, ha chiuso il cerchio: nel 2022 Montero è tornato a Torino come allenatore dell’Under 19 e, nel 2024, ha avuto l’emozione di far esordire proprio il figlio. Un passaggio di consegne carico di significato, fatto di sacrificio, appartenenza e rispetto per una maglia che, in casa Juventus, non è mai stata soltanto una divisa.

E chissà che un giorno il calcio non regali un’altra pagina di questa saga familiare: vedere Kephren Thuram e Alfonso Montero insieme in prima squadra, proprio come accadde anni fa ai loro padri. Perchè a Torino, certe storie non finiscono mai: semplicemente si tramandano.

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“ A chi non ha mai smesso di essere bambino e ogni giorno con coraggio insegue i propri sogni. A chi troppo spesso si é annullato dietro un voto, dimenticando il proprio valore”

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