Di Gregorio, incubo Juve: tra errori, minacce e l’addio ai social

Il portiere bianconero chiude Instagram dopo le offese ai familiari: Spalletti valuta il turno di riposo contro il Galatasaray.

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L’eclissi tecnica di Michele Di Gregorio ha innescato una spirale di tensione che valica i confini del rettangolo di gioco, trasformando il portiere della Juventus nel bersaglio di una contestazione feroce e degradante. Nella mattinata di oggi, l’estremo difensore ex Monza si è visto costretto a blindare i propri profili social, disattivando i commenti su Instagram a seguito di una pioggia di insulti e, fatto ancor più grave, di esplicite minacce indirizzate ai propri familiari. Il momento di appannamento, iniziato con le incertezze palesate nel derby d’Italia contro l’Inter e culminato negli errori decisivi contro il Como, ha scoperchiato un vaso di Pandora fatto di intolleranza e becero tifo estremo.

Il clima d’odio: dagli insulti nel riscaldamento al passato nerazzurro

La frattura tra una frangia della tifoseria e il numero uno bianconero era già apparsa evidente durante il riscaldamento della sfida contro i lariani. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di Tuttosport, Di Gregorio è stato investito da cori offensivi e riferimenti volgari alla sua estrazione calcistica. L’accusa di essere un “interista” — retaggio degli anni trascorsi nelle giovanili del sodalizio nerazzurro — è diventata il pretesto per una delegittimazione che prescinde dal dato sportivo. Questo clima di ostilità preconcetta ha esasperato la pressione su un atleta che, pur avendo commesso errori tecnici costati il vantaggio agli avversari, si trova oggi a essere il capro espiatorio di una crisi strutturale della compagine guidata da Luciano Spalletti.

Lo scudo di Spalletti e l’ipotesi “panchina terapeutica”

In questa delicata congiuntura, la società e lo staff tecnico hanno fatto quadrato attorno al calciatore. «Michele è un professionista esemplare che sta pagando un momento di scarsa serenità, ma la sua dedizione alla causa juventina non è in discussione», trapela dall’entourage del tecnico toscano. Tuttavia, la necessità di proteggere l’integrità psicologica del ragazzo potrebbe portare a scelte drastiche nell’immediato. In vista del ritorno dei playoff di Champions League contro il Galatasaray, Spalletti sta seriamente valutando di concedere un turno di riposo a Di Gregorio, affidando i pali a Mattia Perin. Non si tratterebbe di una bocciatura tecnica definitiva, bensì di una “boccata d’ossigeno” necessaria per sottrarlo temporaneamente alla linea del fuoco dei critici e dei detrattori social.

Responsabilità collettive e deriva etica

L’analisi del momento della Juventus non può esaurirsi negli errori del singolo. Sebbene le sbavature di Di Gregorio abbiano inciso sui risultati recenti, l’intera compagine bianconera sta attraversando un’impasse che coinvolge tutti i reparti. La deriva etica che ha portato alle minacce verso i congiunti del portiere segna un punto di non ritorno nella dialettica tra pubblico e protagonisti, ponendo l’accento sulla fragilità emotiva di un ruolo, quello dell’estremo difensore, dove il margine d’errore è nullo. Il futuro prossimo dirà se Di Gregorio avrà la forza caratteriale per riconquistare l’Allianz Stadium o se le ferite inferte da questa contestazione lasceranno un solco indelebile nel suo percorso all’ombra della Mole.

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