Un risultato amaro quello di Istanbul, difficile da digerire per una Juventus che non vince dal 1-4 di Parma. Il Galatasaray annichilisce una squadra non in partita, con poca grinta, l’opposto di ciò che si è visto a San Siro. Con il risultato di 5-2 per i turchi, il cammino in Champions League diventa tortuoso per i bianconeri di Spalletti, costretti a vincere il ritorno a Torino con almeno 4 gol di scarto per passare il turno.
Prima Bremer, poi il Galatasaray
Finché Gleison Bremer è rimasto in campo (fino al 34′), la Juventus ha dato l’impressione di poter gestire l’inferno turco. Nonostante il gol a freddo di Sara, il brasiliano aveva neutralizzato la pericolosità di Osimhen, vincendo 4 duelli aerei su 4 e permettendo alla linea di restare alta, aggressiva e compatta. Pur soffrendo la velocità di Lang, il brasiliano ha garantito coperture preventive che hanno impedito al Galatasaray di entrare centralmente.
Dall’uscita del brasiliano, sostituito da un Gatti apparso subito in difficoltà nei raddoppi, la struttura difensiva è letteralmente evaporata. Senza il “comandante”, Kalulu e Gatti non sono mai riusciti a dividersi correttamente le marcature su Osimhen e Noa Lang. Il secondo gol del Galatasaray (Noa Lang, 49′) nasce proprio da un’incertezza comunicativa tra i centrali su una respinta corta di Di Gregorio.
L’assenza di Bremer ha costretto gli esterni a stringere molto di più verso il centro, esponendo Cabal all’uno contro uno costante con Yilmaz. Il risultato sono stati i due gialli in pochi minuti (59′ e 67′). L’espulsione di Cabal (subentrato a Cambiaso proprio perchè quest’ultimo era ammonito) ha fatto sì che la squadra, non lucida mentalmente, perdesse anche la parità numerica in campo.
La Juventus stasera ha dimostrato di avere una “Bremer-dipendenza” quasi patologica. Senza il suo pilastro, il sistema di Spalletti perde la sicurezza necessaria per spingere con gli esterni, trasformando una difesa solida in un campo aperto totalmente alla mercé di ogni accelerazione avversaria.
Senza Bremer, Cabal e Cambiaso: come si affronta il ritorno?
Per quanto riguarda il numero 3 bianconero, fermatosi al 27′ toccandosi più volte la coscia, si teme una lesione più seria rispetto ad un normale stiramento muscolare. Questo perchè il brasiliano è rimasto in campo per un’altra manciata di minuti prima di chiedere la sostituzione, condizione che potrebbe aver provocato uno strappo più profondo. La sua presenza tra otto giorni a Torino è virtualmente esclusa. Spalletti dovrà rinunciare al suo miglior marcatore proprio nel momento in cui servirebbe non concedere nulla ai giocatori turchi.
Senza Bremer, Cambiaso e Cabal la situazione difensiva si fa buia. Spalletti ha due sole opzioni di formazione contro il Galatasaray a Torino. Potrà decidere di schierare una difesa a tre con Kalulu-Gatti-Kelly, oppure aggiungere Koopmeiners come braccetto di sinistra. L’opzione più corretta sarebbe inserire Koopmeiners nella linea difensiva, in quanto spostandolo come braccetto Spalletti non cerca solo solidità, ma vuole letteralmente “disegnare” nuove linee di passaggio che con Kelly o Gatti sarebbero fisicamente impossibili.
Con una difesa a tre classica (Kalulu-Gatti-Kelly), il pallone viaggia quasi sempre in orizzontale o verso l’esterno. Con Koopmeiners braccetto, si apre la diagonale interna. La presenza di un regista arretrato come il numero otto costringe il centrocampo del Galatasaray a fare una scelta, questo perché se il mediano turco esce su di lui per impedirgli il lancio, libera lo spazio alle sue spalle. Di questo spazio potrebbe approfittarne Kenan Yildiz, inserendosi e ricevendo palla in verticale dall’olandese, pronto ad attaccare la difesa avversaria. Arretrando Koopmeiners, Spalletti non perde un giocatore offensivo, ma moltiplica la pericolosità dell’attaccante più imprevedibile che ha: Yildiz.
