Quello che doveva essere un giorno di lutto per tutto il mondo sportivo si è trasformato in qualcosa di veramente brutto. Durante il minuto di silenzio in memoria di Sandro Mazzola, ex giocatore e bandiera dell'Inter, i tifosi juventini in curva hanno girato le spalle al campo e hanno intonato cori poco rispettosi nei confronti dell'ex calciatore.
Cosa rischia la curva
Il gesto non può passare inosservato e la sanzione nei confronti dei tifosi potrebbe arrivare già oggi. Ci sono diverse possibilità contemplate dal codice di giustizia per un simile episodio: la prima sarebbe una multa fino a 50 mila euro a carico del club bianconero, la seconda porterebbe alla chiusura, per un periodo non ancora definito, del settore sotto inchiesta. Ci sarebbe un'ulteriore strada percorribile, ovvero il rinvio del giudizio alla procura della FIGC, che aprirebbe un'inchiesta con fascicolo d'indagine nei confronti della curva della Juventus.
Al di là della sanzione, l'episodio è diventato oggetto di critiche da parte di calciatori, commentatori e perfino dell'intero mondo Juventus, che ha condannato il gesto, prendendone le distanze e dichiarando che ciò che è stato fatto riguarda solo una piccola parte della tifoseria.
Da Marchisio a Tardelli: il mondo del calcio condanna il gesto
Non solo ex compagni di Mazzola, ma anche ex giocatori della Juventus condannano il gesto e si uniscono in un gesto di solidarietà nei confronti dell'ex Inter.
"Sandro, oltre ad essere stato un grandissimo giocatore, è diventato una pietra miliare del nostro calcio. Gesti come questi sono davvero brutti, ma io conosco i miei tifosi e so che la maggior parte di loro non è complice e, anzi, avrà provato vergogna per chi l'ha fatto." Queste sono le parole del principino Marchisio, che ha voluto in qualche modo difendere la sua tifoseria e in particolare chi era presente allo stadio e ha deciso di rispettare il minuto di silenzio.
Parole molto più dure, quelle di Marco Tardelli, ex bianconero, che ha mostrato indignazione nei confronti dei colpevoli. " Il calcio ha raggiunto davvero uno dei punti più bassi della sua storia. Non mi spiego la natura che può spingere dei tifosi a compiere un gesto simile: va bene la rivalità, ma qui stiamo parlando del ricordo di un nostro connazionale defunto. Il rispetto reciproco sta alla base del calcio, ma ho paura che la curva della Juve non conosca neanche il significato della parola. Sono contento che la maggior parte dello stadio si sia dissociata da un simile episodio."
Parole forti provengono da tutta Italia, che sembra davvero unita nel condannare i colpevoli e nel ricordare un grande campione che ha appassionato migliaia di persone con le sue giocate e che, al di là del tifo, va rispettato e onorato per l'uomo che è stato.




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