La questione legale tra la Juventus e Cristiano Ronaldo non è ancora giunta ai titoli di coda. La vicenda si protrae ormai da 5 anni, quando il campione portoghese aveva lasciato i bianconeri per tornare dai Red Devils di Manchester. La situazione richiama i tempi del Covid, durante i quali la Juventus aveva attuato una manovra stipendi per sopperire ai mancati ricavi da stadio e non solo, causati dalla pandemia.
Le sentenze precedenti
Sulla vicenda giudiziaria ci sono già state ben due sentenze, entrambe a favore di Cristiano Ronaldo: la prima, ad aprile 2024, con il lodo arbitrale che, secondo la maggioranza, decise di riconoscere al calciatore 9,8 milioni di euro, più interessi, cifra pari al 50% della richiesta iniziale di 19,6 milioni. La seconda, arrivata a gennaio di quest'anno, è stata emessa dal giudice del lavoro di Torino, Gian Luca Robaldo, confermando nuovamente al portoghese il riconoscimento dei 9.8 milioni di euro. La Juventus però, non sembra intenzionata a lasciare la presa sulla questione, e come riportato da Calcio e Finanza, il club bianconero, tramite i documenti riguardanti il bilancio d'esercizio 2025/26, ha fatto sapere di voler impugnare formalmente la vicenda davanti alla Corte Suprema di Cassazione di Roma.
La base di tutto, la famosa Carta Ronaldo
Tutta la faccenda si baserebbe su una scrittura privata ai tempi del Covid, periodo in cui la Juve trovò un accordo coi propri giocatori in cui i calciatori rinunciavano, quantomeno su carta, ad alcuni mesi di stipendio per fronteggiare i mancati ricavi della pandemia. Con Cristiano Ronaldo, la Juventus raggiunse un accordo, la famosa "Carta Ronaldo", che stipulava un pagamento posticipato di 19.5 milioni di euro come debito residuo del salario lordo del portoghese. Somma che però a bilancio non fu mai messa per iscritta, e nemmeno corrisposta al giocatore, dato il suo trasferimento in uscita nell'estate 2021, col ritorno al Manchester United.
La Juventus ha proposto quindi ricorso per Cassazione, regolarmente notificato in data 27 marzo, come da comunicato societario, ed è in attesa di sapere a quando verrà fissata l'udienza. Madama non sembra avere alcuna intenzione di mollare sulla questione, ritenendo ingiuste e limitate le precedenti decisioni e punta ad ottenere finalmente giustizia al terzo grado di giudizio.



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