La partita di ieri sera contro la Lazio ha messo in evidenza un fattore cruciale della nuova Juventus di Luciano Spalletti: la squadra è quasi perfetta nella fase di costruzione, ma pecca in quella di finalizzazione. Un fattore legato in primo luogo ad un attacco troppo leggero, ma anche alla poca efficacia dei tiri da fuori, più volte tentati dai giocatori bianconeri, senza però risultare incisivi.
I dati parlano chiaro: la Juve crea occasioni ma non le sfrutta
A saltare agli occhi degli addetti ai lavori, tra le tante statistiche fornite dalla partita contro la squadra di Maurizio Sarri, sono quelle relative agli expected goals e ai tiri totali. In base a questi dati, infatti, le due reti segnate da Weston McKennie e Pierre Kalulu risultano inferiori rispetto a quanto messo in piedi dal gioco della Juve. Rispetto al risicato 1.05 della Lazio, la squadra di Torino ha registrato un dato di 2.84 di expected goals, ma non solo. Per quanto riguarda i tiri totali, la Juventus ha calciato verso la porta avversaria per ben 34 volte. Il numero alto non va comunque confuso con la qualità delle conclusioni, di cui solo 8 hanno davvero impensierito Ivan Provedel
David irriconoscibile: senza di lui la Juventus fatica in attacco
Tra i peggiori in campo va sicuramente annoverato Jonathan David. Rispetto alle scorse uscite in campionato, il canadese è parso contro la Lazio quello di inizio stagione. Mai determinante sotto porta, è mancato anche per quanto riguarda la fase di raccordo con la trequarti. Complice in parte un Yildiz reduce da un affaticamento, che non gli ha permesso di essere scintillante come al solito (rimane comunque il giocatore con il maggior numero di tiri, 8), l’attaccante è riuscito a tirare in una sola occasione. Per intenderci, Lois Openda, nonostante sia entrato al 40′ minuto del secondo tempo, è andato al tiro il doppio delle volte rispetto al suo partner.
McKennie unica nota positiva
Nella serata che ancora una volta inchioda l’attacco bianconero, ad uscire come migliore in campo è di nuovo Weston McKennie. Per l’ennesimo anno il texano si conferma fondamentale per il corretto funzionamento della macchina juventina, ma sotto la gestione Spalletti sembra essere scattato un interruttore fino ad ora tenuto sull’off. Dall’arrivo del tecnico toscano l’ex Leeds ha realizzato sette marcature, condite da altri quattro assist per i suoi compagni. Un fattore, questo, decisivo per il nuovo corso della Juventus, tanto da destare l’interesse della stessa Inter, prossima avversaria dei bianconeri.
