Dopo otto anni di successi con la Juventus, Juan Cuadrado ha intrapreso una nuova avventura al Pisa, ripartendo dalla Toscana per restare protagonista in Serie A. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il colombiano è tornato a parlare del momento più doloroso della sua carriera: l’addio a Torino.
«La Juve è la squadra del cuore: a Torino ho vinto tantissimo, lì sono nati i miei figli», ha dichiarato con emozione. Poi il ricordo dell’ultimo giorno in bianconero: «Io volevo restare, ma la società annunciò all’improvviso sui social che non avrebbe rinnovato il mio contratto. Ci restai male, avrebbero potuto chiamarmi e dirmelo. Alcuni tifosi mi hanno fischiato quando andai all’Inter, ma la gente ha capito e mi vuole bene».
L’esperienza Inter e il ritorno a Torino
Il passaggio all’Inter non fu, secondo Cuadrado, un tradimento: «Scelsi i nerazzurri per restare ad alti livelli». Un’avventura, però, che non ha lasciato grandi tracce, così come la parentesi all’Atalanta. Oggi, il colombiano si rimette in gioco a Pisa, con la voglia di dimostrare di avere ancora qualcosa da dare.
Nonostante le tappe successive, Torino resta un punto fermo della sua vita: «Mia mamma vive lì e quando vado a trovarla i tifosi juventini mi salutano con affetto».
Gli anni d’oro in bianconero
Cuadrado ha collezionato numeri imponenti con la Juventus: 314 presenze, 26 gol, 65 assist e 11 trofei tra scudetti, Coppe Italia e Supercoppe. Un simbolo di duttilità, capace di interpretare più ruoli – da terzino a esterno di centrocampo, fino ad ala offensiva – diventando spesso un punto di riferimento per i compagni.
Oggi riparte dalla Toscana, ma nel cuore del colombiano resteranno sempre scolpiti gli anni juventini: il capitolo più luminoso della sua carriera e il ricordo più intenso della sua vita calcistica.