Champions League, le 8 avversarie della Juventus nella League Phase : l’analisi tattica, l’allenatore, gli aneddoti e i top player

Scopri tutte le avversarie della Juventus nella League Phase di Champions League. Le otto avversarie sono state analizzate nel dettaglio. Tutti i dettagli su modulo, stile di gioco e precedenti nell'articolo

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Il Grimaldi Forum di Montecarlo è stato il teatro del sorteggio della League Phase di Champions League. La Juventus ha scoperto le sue 8 avversarie. Ora è tempo di conoscere come giocano, i loro allenatori, gli aneddoti positivi e negativi e i top player di queste squadre.

I ragazzi di Igor Tudor avranno un cammino agevole ma comunque da non sottovalutare. Non mancheranno scontri suggestivi ed emozionanti, oltre a qualche incrocio con vecchie conoscenze che hanno vestito la maglia bianconera. La strada verso Budapest passa da queste prime otto sfide. L’obiettivo è arrivare tra le prime 8 per evitare l’incubo dei play-off, che lo scorso anno è stato indigesto alla Juventus, eliminata dal PSV.

Alex Del Piero
Alessandro Del Piero esulta dopo il gol dello 0-2 contro il Real Madrid al Bernabeu

Real Madrid e Borussia Dortmund: le avversarie della prima fascia

La prima fascia del sorteggio ha visto la Juventus pescare Real Madrid e Borussia Dortmund. Lo Stadium sarà teatro della sfida contro i tedeschi, mentre sarà suggestiva la trasferta di Madrid, con i bianconeri impegnati nel nuovo Bernabeu.

Il Borussia Dortmund di Niko Kovac, arrivato a gennaio sulla panchina dei gialloneri, è il primo avversario allo Stadium. Il tecnico ha sempre avuto esperienza europea, avendo guidato anche Bayern Monaco e Monaco. Con il club bavarese ha ottenuto i suoi maggiori successi, vincendo Coppa e Supercoppa di Germania. È stato il primo a realizzare il double sia da giocatore che da allenatore. Dopo l’esperienza al Wolfsburg è arrivato sulla panchina del Signal Iduna Park.

Il Dortmund dovrebbe giocare con il 3-5-2, che all’occorrenza può diventare un 3-4-2-1, con Adeyemi che si abbassa e Jobe Bellingham che avanza sulla trequarti, lasciando Sehrou Guirassy come unico riferimento centrale. A sostenere la squadra c’è il muro giallo, dodicesimo uomo che accompagna i gialloneri ovunque. Il punto debole resta la difesa, soggetta a errori pesanti. A centrocampo Svensson, arrivato dal Norsjelland, agirà a sinistra. Gross e Ozcan come mediani, mentre Nmecha e Sabitzer si contendono un posto da titolare. Bellingham, oltre al ruolo da trequartista, può arretrare per lasciare spazio a Julian Brandt. Guirassy, nonostante qualche incertezza, resta il riferimento offensivo.

Quando si pensa a questa sfida torna alla mente la finale di Champions League 1996-1997. All’Olympiastadion di Monaco, la Juventus, campione in carica dopo il successo sull’Ajax, viene sconfitta 3-1 dal Dortmund grazie alla doppietta di Riedle e al gol di Ricken. Inutile la rete di Del Piero. Nel 2015, negli ottavi, i bianconeri eliminano i gialloneri: 2-1 allo Stadium con gol di Tevez e Morata, e 3-0 al ritorno con doppietta dell’argentino e rete di Morata.

Al Bernabeu andrà invece in scena la sfida con il Real Madrid. I blancos, che hanno salutato Carlo Ancelotti volato in Brasile, hanno scelto Xabi Alonso come nuovo tecnico. L’ex leggenda, dopo il successo al Bayer Leverkusen, vuole portare anche a Madrid un calcio spettacolare ma vincente. Da giocatore ha vinto tutto, e in Germania ha interrotto il dominio del Bayern Monaco senza mai perdere in campionato. L’unica sconfitta è arrivata in finale di Europa League, contro l’Atalanta di Lookman.

La squadra dovrebbe schierarsi con un 3-5-2, trasformabile in 4-3-1-2. Molti i giovani inseriti, e proprio questa freschezza, che però manca di esperienza, può renderla meno imbattibile rispetto al passato. Gli addii di Modric e Lucas Vazquez hanno lasciato un vuoto tecnico e umano. Il mercato ha portato Alexander-Arnold, a parametro zero dal Liverpool, e Carreras dal Benfica.

In porta Courtois resta il titolare, ma Lunin scalpita. In difesa Huijsen, lasciato troppo presto dalla Juventus, dovrebbe affiancare Militao e Rudiger. Per Alaba il rientro resta lontano a causa dei numerosi infortuni. Alexander-Arnold dovrebbe prendere il posto di Carvajal a destra, mentre a sinistra Fran Garcia e Carreras si giocano una maglia da titolare.

A centrocampo Tchouameni sarà il metronomo, Valverde resta inamovibile, Camavinga è ai box. Brahim Diaz e Arda Guler partono dietro nelle gerarchie. Bellingham, dopo l’intervento alla spalla, tornerà a ottobre e agirà da trequartista. In attacco Vinicius Junior e Mbappé saranno i protagonisti. Rodrygo e Endrick, invece, sembrano destinati a lasciare il club, essendo ormai ai margini del progetto.

Le partite tra Juventus e Real hanno sempre regalato spettacolo. Nel 1997, ad Amsterdam, la finale vede trionfare i blancos grazie a Mijatovic. Nel 2003, al Delle Alpi, la Juventus elimina il Real con un 3-1 firmato Trezeguet, Del Piero e Nedved, che però sarà squalificato per la finale.

Il 5 novembre 2009 il Bernabeu diventa teatro di una notte storica. La Juventus, in maglia oro, vince 2-0 con una doppietta di Del Piero: un sinistro dalla distanza e una punizione magistrale. Al momento della sostituzione, tutto lo stadio si alza in piedi ad applaudirlo, tributandogli una standing ovation che resterà nella storia del calcio.

Ma non sono mancate le delusioni. A Cardiff, nel 2017, la Juventus perde la sua settima finale su nove, battuta 4-1 dal Real dopo il pareggio di Mandzukic in rovesciata. L’anno seguente, nei quarti allo Stadium, Cristiano Ronaldo segna in rovesciata un gol indimenticabile. Lo stesso portoghese, a fine stagione, sceglierà proprio la Juventus come nuova destinazione per continuare la sua straordinaria carriera.

Enzo Barrenechea
Barrenechea con la maglia del Benfica

Benfica e Villareal: le avversarie dei bianconeri nella seconda fascia

Dalla seconda fascia la mano di Ibrahimovic, che ha premuto il pulsante, ha pescato per i bianconeri Benfica e Villarreal. All’Allianz Stadium di Torino andrà in scena la sfida contro i portoghesi del Benfica. Le Aquile di Bruno Lage, arrivato nel 2024 sulla panchina del Da Luz per sostituire Schmidt, sono un avversario ostico ma alla portata della Juventus di Igor Tudor. Il tecnico si è affermato in patria, vincendo il campionato portoghese 2018-19 nella sua prima esperienza nel club. In quell’anno arrivò anche la Supercoppa di Portogallo, trofeo conquistato di nuovo in questa stagione insieme alla Coppa nazionale.

La squadra di Lage gioca con un 4-2-3-1, che in fase di possesso diventa 3-1-5-1 e in fase difensiva si trasforma in 4-4-2. L’allenatore punta sulla costruzione dal basso, ricorrendo al lancio lungo solo contro pressioni aggressive. La manovra passa soprattutto per il quadrato formato dai due difensori centrali e dai due centrocampisti, che palleggiano finché non trovano l’imbucata centrale. Raramente il Benfica sfrutta le fasce o cerca ripartenze immediate. In fase di non possesso le Aquile sono aggressive, cercano l’1 contro 1 e pressano alto, rischiando però quando il duello viene perso. Le fasce restano il punto debole, insieme alla scarsa partecipazione della punta al gioco.

La formazione tipo prevede Trubin in porta. In difesa Otamendi guida il reparto con Silva, mentre sulle corsie ci sono Dahl, vecchia conoscenza della Roma, e Dedic. A centrocampo Enzo Barrenechea, cresciuto nella Juventus, gioca accanto a Richard Rios, seguito a lungo dalla Roma. Barreiro agisce da trequartista dietro la punta Pavlidis, con Aursnes e Aktürkoğlu sugli esterni. Dalla panchina partono opzioni interessanti come Schjelderup e Prestianni.

La Juventus non ha mai vinto in Champions League contro il Benfica. La prima sfida risale alla stagione 1967-68, quando i portoghesi si imposero 2-0 a Lisbona e 1-0 a Torino, accedendo alla finale di Coppa dei Campioni. Nel 2022-23, ai gironi, la Juventus perse entrambe le partite: 2-1 a Torino dopo il gol iniziale di Milik e 4-3 al Da Luz. Nella League Phase dello scorso anno arrivò un’altra sconfitta, con Pavlidis e Kökçü decisivi. Anche in Europa League i bianconeri furono eliminati dal Benfica in semifinale: 2-1 all’andata e 0-0 al ritorno, sfumando la possibilità di una finale a Torino.

Il Villarreal di Marcelino, tornato alla guida del “sottomarino giallo” dopo l’esperienza 2013-2016, continua a sorprendere nonostante sia sempre dato per spacciato. Il quarto posto in Liga, a pari merito con l’Athletic Bilbao, ha garantito la qualificazione alla Champions. Con 71 gol segnati, lo scorso anno è stato il terzo miglior attacco della Liga, davanti all’Atletico Madrid.

Il modulo di partenza è un 4-4-2, che può trasformarsi in 4-2-3-1. In porta Luiz Junior ha superato Conde nelle gerarchie. In difesa Cardona a sinistra e Mourino a destra, con Foyth e l’ex Napoli Rafa Marin centrali. Alternative Pedraza e Navarro. A centrocampo Parejo resta il regista e fulcro della manovra, affiancato da Partey, arrivato dall’Arsenal. Sulle fasce giocano Pepe e Yeremi Pino, con Akhomach e l’ex Inter Buchanan come alternative. In avanti Moleiro può agire da seconda punta, mentre il titolare in caso di attacco a una sola punta sarà Ayoze Perez, autore di 19 gol lo scorso anno. Gerard Moreno completa l’attacco in caso di 4-4-2.

Il Villarreal è una squadra molto preparata in costruzione. Contro il pressing a uomo, Parejo si abbassa tra i difensori per avviare l’azione. Se invece non c’è pressione, la squadra costruisce con giro palla basso per cercare imbucate sugli esterni. Tutto passa dai piedi del regista. In fase di non possesso il pressing è collettivo e orientato: chiusura delle linee di passaggio, pressione sul portatore e obbligo per l’avversario di giocare all’indietro.

Solo due i precedenti in Champions tra Juventus e Villarreal, nella stagione 2021-22. All’andata, al De la Ceramica, finì 1-1 con il primo gol in Champions di Vlahovic e pareggio di Parejo. Al ritorno, allo Stadium, arrivò uno psicodramma bianconero: 3-0 per gli spagnoli con i rigori di Gerard Moreno e Danjuma e la rete di Pau Torres, che regalarono i quarti di finale al Villarreal.

Hjulmand Sporting Lisbona
Hjulmand con la maglia dello Sporting Lisbona

Terza Fascia: la Juventus trova Sporting Lisbona e Bodø/Glimt

Zlatan Ibrahimovic, ex bianconero, regala alla Juventus un sorteggio agevole anche nella terza fascia. I bianconeri sfideranno in casa lo Sporting Lisbona, mentre dovranno affrontare una lunga trasferta in Norvegia per giocare contro il Bodø/Glimt, avversario da sempre ostico per le italiane.

I portoghesi, allenati dal 2024 da Rui Borges, erano tra le squadre più temibili della terza fascia. Nonostante le partenze di Gyökeres, a lungo cercato dalla Juventus, e di Harder, approdato al Milan, restano un avversario da non sottovalutare. Borges, dopo una fase iniziale in cui ha mantenuto il 4-4-2 del suo predecessore Amorim, ha deciso di cambiare tutto, tornando al 3-4-3.

È in questo sistema che l’ex bomber Gyökeres è diventato il vichingo che tutti conosciamo. Trincão e Gonçalves sono i metronomi che guidano la manovra, mentre Inácio, difensore centrale esperto e capitano, comanda la retroguardia con autorevolezza. Con Borges è mutato soprattutto il ruolo degli esterni, ora più difensivi. Lo Sporting si presenta come una squadra verticale: ricerca costante della profondità e superiorità numerica sulle fasce, per poi crossare in area, dove l’attaccante deve essere abile nella finalizzazione.

Sul mercato lo Sporting ha perso Gyökeres, ceduto all’Arsenal, ma ha trattenuto Hjulmand. Nei precedenti con la Juventus, però, i bianconeri hanno spesso avuto la meglio. Le due squadre si sono affrontate solo nella fase a gironi della Champions 2017-18. Allo Stadium vinse la Juventus 2-1, dopo l’autogol di Alex Sandro che aveva portato avanti i portoghesi, grazie alle reti di Mandzukic e Pjanić. Al ritorno, all’Estádio José Alvalade, finì 1-1: al vantaggio di Bruno César rispose Higuain al 79°.

La trasferta più impegnativa, non tanto per la forza dell’avversario quanto per la distanza, sarà quella in Norvegia contro il Bodø/Glimt. I gialloneri sono ormai noti al calcio italiano per le sfide con la Roma e per aver eliminato la Lazio dall’Europa League la scorsa stagione, ai rigori. Giocare in Norvegia non è mai semplice: clima rigido, stadio più piccolo rispetto agli standard e terreno sintetico, che aumenta il rischio di infortuni.

Dal 2018 la squadra è guidata da Knutsen, che ha sempre fatto del calcio offensivo la sua filosofia. Il modulo di riferimento è un 4-3-3 fluido, in cui gli esterni offensivi sono decisivi: creano superiorità numerica e pressano già nella prima costruzione avversaria. Il Bodø/Glimt ama dominare il possesso, ma in fase difensiva tende a soffrire. È invece molto pericoloso nel recupero palla e nelle ripartenze, grazie alla velocità degli esterni. Tra i giocatori più interessanti figurano Saltnes, Jens Petter Hauge, vecchia conoscenza del Milan, oltre a Jörgensen e Høgh. Non ci sono precedenti ufficiali tra le due squadre.

Mbappe esultanza monaco
Mbappe esulta dopo un gol con la maglia del Monaco

La quarta fascia: alla scoperta di Pafos e Monaco

Sorteggio favorevole ai bianconeri anche nella quarta fascia. Poteva andare meglio, dato che la squadra di Tudor è stata abbinata a una delle formazioni più ostiche di quest’urna: il Monaco, da affrontare in trasferta. Allo Stadium invece arriveranno i ciprioti del Pafos, alla loro prima storica partecipazione in Champions League.

Il Pafos approda alla fase a gironi dopo aver superato tutti i preliminari. Dopo l’eliminazione della Stella Rossa, si ritrova ora contro club di ben altra caratura, ma può già dire di aver scritto la storia del calcio cipriota. Non ha giocatori di grande rilievo internazionale, eccetto David Luiz, ma sopperisce con spirito di squadra, grinta e consapevolezza dei propri mezzi.

Non avendo giovani da lanciare sul palcoscenico europeo, i ciprioti hanno scelto di affidarsi a elementi più esperti. Da seguire con attenzione Pepè, Dragomir, Tankovic, Orsic e Anderson Silva, bomber della squadra.

Il tecnico Juan Carlos Carcedo, arrivato nel 2023, ha subito imposto il suo marchio sul gioco, portando un’impostazione in stile europeo. Costruzione dal basso e pressing alto sono i suoi principi guida. Lo schieramento base è un 4-2-3-1 che non teme di affrontare le big d’Europa. Lo stadio, con soli 9000 posti, diventa una bolgia pronta a spingere i giocatori verso le imprese. Tra le due squadre non ci sono precedenti.

L’ultimo avversario uscito dall’urna del Grimaldi Forum è il Monaco, vecchia conoscenza della Juventus. Il Louis II è da sempre teatro di sfide storiche tra bianconeri e biancorossi.

Questa partita segna anche il ritorno di Paul Pogba contro la sua ex squadra. Dopo l’esperienza a Torino che lo consacrò tra i migliori centrocampisti al mondo, il francese passò al Manchester United, dove non riuscì a replicare il suo rendimento. Tornato poi alla Juventus, tra infortuni e vicende legate al doping, la sua seconda avventura in bianconero si concluse con la rescissione del contratto. Dopo la squalifica, Pogba è ripartito dal Monaco con il desiderio di vendicare chi, a suo dire, “lo avrebbe abbandonato”.

Il tecnico Adolf Hutter, arrivato nel 2023, ha dato solidità alla squadra, trasformandola in un’autentica rivale del PSG in Ligue 1. Il secondo posto dello scorso anno lo conferma.

Il Monaco parte con un 4-2-3-1 che in fase di possesso diventa un 2-4-3-1: i terzini si alzano sulla linea dei centrocampisti, mentre il trequartista agisce dietro la punta per creare soluzioni e spazi. La manovra parte sempre dal basso, con i centrali supportati da un centrocampista che si abbassa. In caso di pressing alto avversario, viene cercata la soluzione diretta verso Embolo.

In fase difensiva si dispongono con un 4-4-2: gli esterni si allineano ai mediani e il trequartista si affianca alla punta per formare la prima linea di pressione, orientata a chiudere le linee di passaggio. Tra i titolari figurano il portiere Majecki, i centrali Kehrer ed ex PSG, e Salisu; i terzini Mawissa e Wanderson; a centrocampo Zakaria, altra vecchia conoscenza juventina, insieme a Magassa. Sulla trequarti agisce Ben Seghir, con Golovin e Akilouche sulle fasce e Embolo unica punta.

Sono 6 i precedenti ufficiali tra le due squadre. La Juventus ha perso solo una volta: completano il bilancio un pareggio e quattro vittorie bianconere. I primi incroci risalgono al 1997-98: decisivo il 4-1 al Delle Alpi, con tripletta di Del Piero e gol di Zidane, che rese inutile il 3-2 del Monaco al ritorno.

Nella Champions 2014-15 si sfidarono ai quarti: decisivo il rigore di Vidal all’andata, mentre in Francia finì 0-0. Le ultime sfide risalgono al 2016-17, in semifinale: la Juventus vinse 0-2 all’andata con doppietta di Higuain e 2-1 al ritorno con gol di Mandzukic e Dani Alves, a cui rispose Mbappé, allora astro nascente del calcio mondiale.

Il dado è tratto. Ora è tempo che a parlare sia il campo, con un unico risultato: vincere. Per la Juventus non è solo importante, è “l’unica cosa che conta”.

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