Continua il periodo nero della FIGC: Pirlo salta, pronti Chiellini come DT e Conte come CT

La FIGC si ritrova ancora una volta a fare i conti con problemi dovuti alla scelta del nuovo CT. Dopo il dietrofront di Pirlo possono lasciare anche Maldini e Leonardo, pronti ad esser sostituiti da Chiellini e Conte

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In FIGC continua il periodo nero. Dopo la cocente eliminazione dal Mondiale 2026 agli spareggi contro la Bosnia Erzegovina, tutti invocavano un cambiamento. La realtà però è che la nazionale è ferma al 2006. La vittoria del quarto titolo mondiale in Germania sembrava il preludio per aprire un ciclo di successi, ma la realtà è che da quel momento il calcio nostrano è stato risucchiato in un buco nero.

Mentre le altre nazionali si evolvevano, puntavano su nuovi metodi e sui giovani, l‘Italia restava a guardare. Dal 2010 a oggi, tolta solo quella magica parentesi dell’Europeo 2021, il tricolore è rimasto chiuso nei cassetti a prender polvere. Per anni i tifosi, giovani e anziani, hanno sperato di tirarlo nuovamente fuori e rivivere le notti magiche.

Forse però non si vuole mai realmente cambiare e, forse, a qualcuno va anche bene così. Per anni si è andati avanti dicendo che il calcio è del popolo ma, in fin dei conti, non è più cosi. Tra abbonamenti alle stelle, prezzi dei biglietti che ogni anno salgono di più, il calcio sta diventando sempre più elitario e si sta restringendo a una lobby di potere.

Gravina, ex presidente della FIGC, dopo il fallimento, ha aspettato 4 giorni per rassegnare le dimissioni. Dopo un periodo di autogoverno, dove Baldini ha fatto il salto momentaneo dall’under 21 alla nazionale maggiore, tutto è stato ristabilito.

Il tecnico dell’Under 21 era uno dei candidati per ricoprire il posto lasciato vacante da Gattuso, salvo poi ricevere il veto dalla lega di serie A. La frase che non sarebbe andata giù è stata la seguente: “Il calcio italiano è in mano a lestofanti che pensano ai propri interessi“.

Malagò, eletto il 22 giugno, ha subito avuto problemi importanti. Il primo era quello di scegliere il Direttore Tecnico. La scelta è ricaduta su Paolo Maldini, ex dirigente del Milan. L’ex difensore ha deciso di portarsi dietro il suo amico Leonardo in qualità di advisor.

Gli ultimi 16 giorni della nazionale sono stati un continuo susseguirsi di avvenimenti che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Si è passati dal nome che ha fatto sognare tutti, fino a una scelta che non mette tutti d’accordo, visto il suo passato senza mai raggiungere obiettivi e risultati.

I due avevano provato a convincere Pep Guardiola a ricoprire il ruolo di CT, ma il tecnico spagnolo ha declinato. La scelta è ricaduta su Pirlo ma, dopo alcuni giorni di trattative, è saltato, complice alcuni conflitti di interesse e la scoperta che l’ex centrocampista è ambassador di Forbet, un noto bookmaker russo illegale in Italia.

Insieme a Pirlo, che ha annunciato di non essere più tra i candidati per il ruolo di CT, sembrerebbero pronti a rassegnare le dimissioni anche Maldini e Leonardo. Al loro posto potrebbero arrivare due ex bianconeri. I prescelti sembrerebbero Giorgio Chiellini e Antonio Conte, pronto al clamoroso ritorno in azzurro.

Chiellini e Conte aspettano la chiamata di Malagò

In attesa di capire quali possano essere gli sviluppi, i due bianconeri sarebbero impazienti di veder squillare i loro telefoni, pronti a rispondere alla chiamata del presidente federale. Per Conte si tratterebbe di un ritorno in azzurro. Il tecnico pugliese ha già guidato la nazionale dopo il fallimento di Ventura, eliminato dalla Svezia nel 2014. Conte ha dimostrato di saper lavorare in condizioni difficilissime.

Con una nazionale disastrata, Conte ha sfiorato la semifinale dell’Europeo 2016 in Francia. Il suo percorso si è fermato solo ai rigori contro la Germania, complici gli errori di Pellè e Zaza. Subito dopo quell’avvenimento ha deciso di lasciare la nazionale per andare Oltre Manica, al Chelsea, rimanendo però sempre attaccato alla maglia azzurra.

Per Chiellini si tratterebbe di un ruolo inedito. Dopo una lunga carriera in bianconero, prima da giocatore e ora da dirigente, ricoprendo il ruolo di Chief Club Affairs Officier, sembrerebbero essersi aperte per lui le porte anche in federazione. In FIGC è già consigliere di lega, succedendo a Calvo, ma ora per lui potrebbe arrivare una scalata fino ai ranghi alti della federazione.

Il futuro della FIGC e i prossimi appuntamenti

Al di là dei nomi, ciò che conta davvero è ripartire con un progetto ambizioso e di lungo termine. Bisogna far lavorare il CT e dargli carta bianca, in modo da riportare la nazionale ai fasti di un tempo. L’attesa e il fallimento sono due parole che non possono più essere contemplate. Il primo obiettivo è la Nations League del 2027, preludio dei prossimi Europei del 2028 in Inghilterra.

L’appuntamento a cui non si può mancare è il Mondiale del 2030 in Spagna, Portogallo e Marocco. Una nuova debacle significherebbe mettere la parola fine sul calcio in Italia e accettare che il movimento calcistico italiano è destinato ad essere scavalcato dagli altri sport, come sta già succedendo.

L’Italia, infatti, eccelle in tutti gli altri sport. Basta vedere i successi del nuoto, dell’atletica, la rinascita del tennis con Sinner, Musetti, Sonego e Berrettini. Il calcio resta a guardare, ma non può ancora per molto. Nel 2032, salvo sorprese, l’Italia ospiterà gli Europei insieme alla Turchia. La UEFA però ha già fatto sapere che l’incarico potrebbe essere revocato a causa della mancanza di stadi a norma, tolto lo Juventus Stadium, che ha già avuto parere favorevole.

Se qualche società si è mossa per costruire uno stadio nuovo e al passo con i tempi, tante stanno a guardare. Al Sud, tolto lo Iacovone di Taranto, appena ristrutturato per i Giochi del Mediterraneo, non ci sono strutture di livello. É tempo di andare in una direzione comune, di avere ambizione di tornare ad essere quelli di un tempo e di ritornare ad esser fieri di tifare Italia. E allora, come canta Tiziano Ferro: “Ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare”.

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