David e la Juventus: il viaggio continua? Dipenderà dai Mondiali

David sceglie la Juve, ma i bianconeri decideranno a mondiali terminati. La tripletta contro il Qatar decisiva, ma la prestazione contro la Svizzera riaffiora i vecchi dubbi.

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Jonathan David non sembra intenzionato a lasciare la Juventus. Dopo una stagione al di sotto delle aspettative, l’attaccante canadese vuole giocarsi le proprie carte e dimostrare il suo valore in bianconero. La dirigenza ha scelto di rinviare ogni valutazione al termine del Mondiale: il futuro di David a Torino dipenderà dal suo rendimento nelle prossime settimane.

David non vuole andarsene dalla Juventus

Jonathan David era arrivato alla Juventus la scorsa estate a parametro zero dal Lille. Con 109 reti in 232 presenze, era stato etichettato come il grande colpo bianconero. Il canadese , però, ha concluso la stagione con appena 8 gol e 5 assist, un rendimento decisamente inferiore alle aspettative della società e dei tifosi. Né con Tudor, né successivamente con Spalletti, l’attaccante è riuscito a trovare spazio e continuità all’interno del sistema di gioco bianconero. Pur avendo contribuito di più rispetto ad altri elementi del reparto offensivo come Milik, Openda e Zhegrova, David non è riuscito a diventare un punto di riferimento dell’attacco juventino. Secondo Spalletti, come sottolineato più volte durante le interviste, questo limite è legato soprattutto a una carenza di cattiveria agonistica. David è legato al club con un contratto quinquennale e, considerato il suo arrivo a parametro zero, un’eventuale cessione garantirebbe una significativa plusvalenza. Tuttavia, il direttore Giovanni Carnevali ha fissato una linea chiara: per meno di 30 milioni di euro il canadese non partirà.

Alla vigilia della sfida tra Svizzera e Canada, il canadese aveva ribadito la propria volontà di restare alla Juventus e riscattare una stagione ben al di sotto delle aspettative. Un messaggio rafforzato anche dalle sue prestazioni al Mondiale, dove si è messo in evidenza con una tripletta contro il Qatar. “Sono sempre contento quando riesco a segnare. Detto questo, Juventus e Nazionale sono due contesti diversi, ognuno con le proprie caratteristiche e il proprio sistema di gioco. Per chi fa l’attaccante, però ogni gol rappresenta una spinta importante a livello di fiducia per la partita successiva. E’ così che sto affrontando questo momento”. Spalletti, però, non ha intenzione di plasmare il proprio sistema di gioco sulle caratteristiche di David, sarà il canadese a dover dimostrare di poter diventare funzionale alle idee dell’allenatore.

La prestazione contro la Svizzera non soddisfa i bianconeri, si attende la sfida contro il Sudafrica

Il Mondiale rappresenta una vetrina importante per il canadese. Un’occasione preziosa per ricordare a tutti la reputazione che si era costruito in Francia a suon di gol e prestazioni decisive. La tripletta rifilata al Qatar aveva riacceso i riflettori su di lui, riportandolo al centro dell’attenzione e mostrando a Spalletti quelle qualità che avevano convinto la Juventus a puntare su di lui. La sfida contro la Svizzera, però, avrebbe potuto avere un peso ancora maggiore nelle valutazioni del club bianconero. Per gran parte della partita David si è fatto apprezzare per atteggiamento e manovra, mettendo in mostra quella cattiveria agonistica che Spalletti gli ha spesso richiesto.

Nel corso del primo tempo ha creato diverse situazioni pericolose, senza però riuscire a trovare la via del gol. Al 70′ è andato nuovamente vicino alla rete, ma Elvedi si oppone con un intervento decisivo. A decidere l’incontro è stato il suo omonimo Promise David, autore del gol che ha fissato sul 2-1 per la Svizzera. Una prestazione non sufficiente per spazzare via i dubbi della dirigenza juventina. Sono riemersi quei limiti realizzativi che hanno caratterizzato gran parte della sua stagione a Torino. Il percorso del Canada prosegue e Jonathan ha altre occasioni per convincere la Juventus a puntare su di lui. Domenica 28 giugno, alle ore 21, i canadesi affronteranno il Sudafrica. Un’altra opportunità per dimostrare a Spalletti di aver ritrovato il suo istinto da goleador e di meritare una seconda chance in maglia bianconera.

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