Il rebus Federico Chiesa scuote l’estate: l’avventura al Liverpool è al capolinea, ora l’azzurro cerca il progetto del riscatto

L'eroe di Euro 2021 non ha convinto nel Merseyside ed è finito ai margini dei Reds tra panchine e problemi fisici. A 29 anni il calcio italiano prova a riprendersi il suo talento.

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‘avventura oltremanica di Federico Chiesa si sta consumando senza lasciare traccia, trasformando quello che doveva essere il trasferimento della consacrazione internazionale in un vicolo cieco calcistico. L’attaccante azzurro, eroe indiscusso della spedizione azzurra a Euro 2021, si ritrova oggi ai margini del progetto tecnico del Liverpool dopo un biennio nel quale non è mai riuscito a scalare le gerarchie del club inglese. A rivelare la parabola discendente dell’esterno è un’analisi del quotidiano Il Corriere dello Sport, che evidenzia come il legame tra il calciatore e la società britannica sia ormai logorato e destinato a interrompersi bruscamente durante la prossima sessione estiva di mercato.

I presupposti dello sbarco in Premier League, del resto, erano ben diversi. Il calciatore sperava di ritrovare l’esplosività e la centralità perdute nell’ultima fase della sua esperienza alla Juventus, ma l’impatto con il ritmo e la fisicità del calcio inglese ha finito per evidenziare i suoi attuali limiti strutturali. I continui problemi fisici ne hanno frenato l’inserimento nei meccanismi dei Reds, costringendolo a lunghi periodi di stop e a una gestione frammentata dei minuti in campo che ha azzerato la sua continuità di rendimento. Nonostante un contratto blindato e valido fino al 2028, l’entourage del ragazzo e la dirigenza di Anfield sono giunti alla stessa conclusione: la separazione immediata è l’unica via per evitare una svalutazione definitiva del patrimonio.

La situazione di stallo del classe 1997 apre inevitabilmente una riflessione profonda che coinvolge l’intero movimento calcistico italiano, storicamente impoverito di elementi offensivi capaci di creare la superiorità numerica e saltare l’uomo. Le critiche sul piano caratteriale e su una presunta discontinuità non gli sono mai mancate, eppure nessuno a Coverciano può permettersi il lusso di ignorare o archiviare un profilo della sua caratura tecnica. Reinserito in un contesto tattico familiare e protetto, in grado di restituirgli la fiducia necessaria per tentare la giocata senza l’assillo della panchina, Chiesa potrebbe ancora rappresentare una risorsa di inestimabile valore sia per i club di vertice della Serie A sia per le rotazioni della Nazionale.

A ottobre l’ala spegnerà 29 candeline, un traguardo anagrafico che cancella l’etichetta di promessa e impone scelte mature e immediate. La prossima destinazione non dovrà essere individuata in base al blasone o alla ricchezza del contratto, bensì sulla centralità del progetto tecnico e sulle reali responsabilità che i futuri allenatori saranno pronti ad affidargli. Per tornare a recitare un ruolo da protagonista assoluto non basterà cambiare spogliatoio o maglia: servirà una radicale metamorfosi nell’approccio quotidiano alla fatica, accettando la sfida di ripartire dal basso per dimostrare sul campo, giorno dopo giorno, di essere ancora quel calciatore elettrico capace di infiammare una nazione intera.

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