La Juventus ridisegna i propri confini difensivi partendo da un usato sicuro che conosce a memoria le regole del campionato italiano. Se l’estate torinese dovesse portare al sacrificio doloroso di Gleison Bremer, finito da tempo nei radar dei principali club della Premier League, la dirigenza della Continassa ha già individuato la prima scelta assoluta a cui affidare le chiavi della retroguardia. Il nome caldo, caldissimo, è quello di Kim Min-jae, il centrale sudcoreano che nell’ultima stagione ha vestito la maglia del Bayern Monaco. La rivelazione, rimbalzata sulle colonne della Gazzetta dello Sport, delinea una precisa strategia di mercato: niente scommesse al buio, solo profili di leadership consolidata che abbiano già dimostrato di saper reggere le pressioni di una piazza esigente come quella bianconera.
A spingere con insistenza per questa soluzione è soprattutto Luciano Spalletti. L’allenatore toscano ha condiviso con il difensore l’indimenticabile cavalcata scudetto ai tempi del Napoli, un’esperienza che ha cementato una stima reciproca mai sbiadita nel tempo. Il tecnico sa bene che il calciatore asiatico non avrebbe bisogno del classico periodo di adattamento alla Serie A, un fattore tutt’altro che trascurabile per una squadra che ha l’obbligo di tornare immediatamente competitiva. Eppure l’operazione non si preannuncia in discesa, tutt’altro. Lo scoglio principale è rappresentato dai rigidi parametri economici che la Juventus si è imposta per questa sessione di trasferimenti, sia sul costo del cartellino sia sullo stipendio del giocatore, cifre su cui la dirigenza non intende derogare per evitare pericolosi squilibri di bilancio.
La virata sul totem coreano risponde a una filosofia societaria molto più ampia, un vero e proprio manifesto programmatico per la costruzione della rosa del futuro. Gli uomini di mercato bianconeri si stanno muovendo quasi esclusivamente su elementi che incarnano i concetti di esperienza, carisma e familiarità con i metodi di lavoro dell’allenatore. Non è un caso che, insieme al centrale ex Fenerbahçe, nel mirino siano finiti anche profili come Emerson Palmieri e il portiere Alisson, due calciatori strutturati che andrebbero a comporre una spina dorsale di assoluta affidabilità nello scacchiere tattico spallettiano.
Il destino del reparto arretrato dipenderà inevitabilmente dall’effetto domino che si scatenerà attorno ai grandi difensori europei nelle prime settimane di luglio. I contatti sotterranei con l’entourage del ragazzo sono già stati avviati per sondare la sua reale disponibilità a un ritorno in Italia, ma l’affondo ufficiale scatterà soltanto se la partenza del centrale brasiliano ex Torino dovesse tramutarsi in una ricca offerta scritta.
