Il fallimento Champions della Juventus apre la crisi interna: il retroscena di Sabatini sul gelo tra Spalletti e Comolli

I bianconeri chiudono al sesto posto una stagione fallimentare. Il giornalista analizza il flop degli investimenti e la mancanza di sintonia totale tra l'allenatore e l'area sportiva.

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La Juventus certifica il fallimento della propria stagione restando clamorosamente esclusa dalla prossima Champions League, un verdetto sportivo pesantissimo sancito da un anonimo sesto posto finale in classifica che costringe la proprietà a fare i conti con un ridimensionamento economico e sportivo immediato. Il verdetto del campo ha aperto inevitabilmente il processo a tutte le componenti societarie, spostando i riflettori non solo sui limiti tecnici della rosa, ma soprattutto sulle crepe strutturali che minano la continuità del progetto torinese. Oltre ai risultati deficitari, a tenere banco in queste ore sono gli equilibri precari della catena di comando, logorata da una convivenza forzata che ha alimentato dubbi e discussioni tra tifosi e addetti ai lavori per tutta la durata del campionato.

A fare chiarezza sulle dinamiche interne della Continassa è stato il giornalista Sandro Sabatini, intervenuto nel corso di una diretta sul canale YouTube Aura Sport. L’analisi del cronista si è concentrata sugli errori strategici commessi in sede di campagna acquisti, considerati la radice prima del crollo verticale della squadra in campionato: “Io credo che la Juventus abbia fondamentalmente sbagliato un mercato, con tanti soldi spesi, che è figlio anche degli errori del mercato precedente e continua ad essere in una situazione in cui io credo che Spalletti abbia bisogno come punti di riferimento di qualche dirigente con con quale avere più dialogo, più più empatia. Ecco, con Comolli mi sembra che non ci sia questa empatia”.

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