La scommessa multimilionaria della Juventus sulle vie del gol si è trasformata in un vicolo cieco. La scorsa estate la dirigenza bianconera aveva ridisegnato l’attacco consegnando a Luciano Spalletti due profili di prima fascia internazionale come Jonathan David e Loïs Openda, ma il campo ha emesso un verdetto impietoso. Come analizzato dal giornalista Giovanni Guardalà negli studi di Sky Sport, l’annata dei due centravanti è stata fallimentare sotto il profilo del rendimento e ora i vertici di Torino si trovano a gestire una grana finanziaria non indifferente, stretti tra la necessità di sfoltire la rosa e l’obbligo di salvaguardare il bilancio.
Il caso del canadese è emblematico per distacco. Arrivato a parametro zero dopo la fine dell’avventura al Lilla, l’affare ha comunque comportato un esborso immediato di 13 milioni di euro in commissioni. Complice il grave infortunio che ha tolto di mezzo Dusan Vlahovic, l’ex attaccante della Ligue 1 è diventato il calciatore più utilizzato del reparto arretrato, ma i numeri raccontano un’altra storia. “Il rendimento in 42 presenze, appena otto goal, non è stato eccellente”, ha sentenziato Guardalà a Sky Sport, tracciando una linea netta sul futuro del giocatore: se deciderà di restare a Torino, nella prossima stagione lo farà solo partendo dalla panchina come seconda scelta.
Ancora più paradossale e ingarbugliata è la gestione legata a Loïs Openda. Il belga è stato prelevato attraverso un’operazione impostata su un prestito oneroso da 3,3 milioni di euro con un riscatto obbligatorio già scattato a quota 40,6 milioni, dilazionati in quattro rate. Cifre da top player per un calciatore che, di fatto, è evaporato dalle rotazioni della squadra. Nelle ultime undici partite ufficiali della Juventus, la punta ha collezionato la miseria di quattro minuti complessivi sul terreno di gioco, e non per problemi di natura medica. Si è trattato di una precisa scelta tecnica di Luciano Spalletti, che non lo vede all’interno del proprio scacchiere tattico.
Adesso la patata bollente passa nelle mani del Football Director Damien Comolli, atteso da un lavoro complesso nelle prossime settimane di calciomercato. Se per Jonathan David esiste ancora una concreta speranza di cessione remunerativa, aggrappata alla vetrina del prossimo Mondiale che potrebbe restituirgli valore internazionale e garantire una plusvalenza pulita, per il belga la strada è tutta in salita. Trovare un acquirente disposto a pareggiare i quaranta milioni spesi dai bianconeri per un separato in casa è la vera missione della dirigenza, obbligata a fare i salti mortali per evitare una sanguinosa minusvalenza.
