La Juventus si aggrappa alla stabilità: John Elkann programma il vertice decisivo per blindare Spalletti e Comolli

Nonostante la mancata qualificazione in Champions League certificata dall'ultimo derby, la proprietà bianconera punta sulla continuità tecnica e dirigenziale, pianificando novità nello scouting e il rinnovo di Vlahovic.

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La Juventus si prepara a definire le linee guida per le prossime stagioni attraverso un delicato incontro istituzionale voluto dall’amministratore delegato di Exor, John Elkann, programmato per questa settimana a Torino dopo che il pareggio per 2-2 nel derby contro il Torino ha sancito l’esclusione definitiva dalla Champions League. Come svelato nell’approfondimento giornalistico firmato da TuttoMercatoWeb.com, l’orientamento della proprietà piemontese devia inaspettatamente dalle ipotesi di una rivoluzione totale, virando con forza verso la conferma del blocco attuale per non azzerare nuovamente i quadri operativi. Il numero uno della holding intende valutare la solidità dei programmi dell’amministratore delegato Damien Comolli e dell’allenatore Luciano Spalletti, procedendo uniti a patto che non emergano divergenze insanabili durante i colloqui diretti.

Le fondamenta di questa scelta conservativa poggiano sulle dichiarazioni esplicite dei due massimi responsabili dell’area sportiva, entrambi determinati a non compiere passi indietro nonostante il declassamento in Europa League. Nelle interviste concesse alla stampa, l’ad francese ha chiarito che “con o senza Champions, il progetto resta lo stesso”, ribadendo la totale fiducia nelle strategie impostate nei mesi scorsi, mentre l’allenatore toscano ha confermato la propria volontà dicendo senza giri di parole “voglio partecipare alla Juve del futuro”. Questa comunione d’intenti spinge John Elkann a interrompere la catena di stravolgimenti societari che avevano caratterizzato il recente passato bianconero, come le transizioni legate alle coppie Giuntoli-Thiago Motta due anni fa e Comolli-Tudor la scorsa estate, a meno che il confronto non ricalchi le insanabili fratture gestionali viste a Roma tra Ranieri e Gasperini, scenario che obbligherebbe la proprietà a cercare un nuovo amministratore delegato.

I correttivi all’organigramma potrebbero comunque sfiorare il direttore tecnico François Modesto, a causa del possibile ritorno in società di Matteo Tognozzi, attuale dirigente del Rio Ave e già responsabile dello scouting juventino ai tempi delle intuizioni legate a Kenan Yildiz, Dean Huijsen e Matias Soulé. Questo innesto sposterebbe gli equilibri operativi interni, garantendo maggiore centralità e poteri di mercato all’attuale direttore sportivo Marco Ottolini, il quale andrebbe a supportare in modo più diretto il lavoro sul campo di Luciano Spalletti. Un ulteriore segnale di questa programmata stabilità tecnica riguarda il futuro di Dusan Vlahovic, andato a segno anche nell’ultima sfida di campionato e ritenuto il pilastro fondamentale su cui edificare la ricostruzione calcistica; la dirigenza ha già fissato un tavolo negoziale per i prossimi giorni con l’entourage dell’attaccante serbo per ridiscutere i dettagli del rinnovo contrattuale, facendo leva sulla temporanea assenza di proposte alternative concrete sul mercato internazionale.

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