Juve e Milan, Orlando: “Fuori dalla Champions con merito. Conte? L’uomo giusto”

L'ex calciatore contesta duramente il crollo verticale dei rossoneri e la gestione tecnica di Allegri, difendendo invece Spalletti in casa bianconera nonostante un finale di stagione deludente.

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L’ex calciatore e opinionista Massimo Orlando è intervenuto oggi, lunedì 25 maggio 2026, ai microfoni di TMW Radio durante la trasmissione Maracanà per tracciare un bilancio definitivo del campionato di Serie A appena conclusosi, commentando i verdetti ufficiali che hanno decretato la clamorosa esclusione di Juventus e Milan dalla prossima edizione della Champions League. La fonte originale evidenzia la dura presa di posizione dell’ex centrocampista, il quale ha espresso severe critiche nei confronti delle due storiche big del calcio italiano, applaudendo al contempo le straordinarie cavalcate compiute dalla Roma di Gian Piero Gasperini e dal Como di Cesc Fabregas, ritenute le uniche vere dominatrici meritevoli del pass per la massima competizione europea.

Il focus iniziale dell’intervista si è concentrato sulla gestione fallimentare dell’organico rossonero, protagonista di una flessione inspiegabile negli ultimi due mesi di competizione nonostante il vantaggio di non dover disputare le coppe infrasettimanali. Orlando ha espresso in prima persona tutta la propria perplessità per il cammino recente del club di via Aldo Rossi e per le scelte di Massimiliano Allegri, sollecitando un cambio di rotta immediato ai vertici societari: “Faccio i complimenti a Roma e Como, che si meritano la Champions. Juve e Milan restano fuori giustamente per quello che hanno fatto negli ultimi due mesi. Il Milan ha combinato qualcosa d’incredibile, non si può in dieci partite fare sei sconfitte. Dei numeri assurdi, tenendo conto che giocavi una volta a settimana. È arrivata stanca più di testa, non può essere fisicamente visto che aveva un solo impegno. Aveva sempre sold-out in casa poi. All’andata il Milan ha detto bene, gli giravano gli episodi, al ritorno invece questa fortuna è venuta meno. Allegri? Ho visto le statistiche, ha sempre avuto squadre forti, è bravo nella gestione del gruppo, quando invece ha avuto squadre normali ha dimostrato tutte le sue difficoltà. Sono molto arrabbiato, ci tengo al Milan ma credo sia giusto ripartire ora, non da lui. Gasperini e Fabregas amano giocare bene al calcio, preparare le proprie squadre. Con Allegri arranchi tutta la partita e non va più bene nel calcio moderno”.

La riflessione dell’opinionista ha poi abbracciato le prospettive internazionali del Como, atteso al debutto nel grande calcio continentale, e le ultime indiscrezioni legate alla panchina della Lazio, dove l’imminente arrivo di Gennaro Gattuso viene letto come un segnale di ridimensionamento da parte della presidenza: “Vedo un Como che ci farà fare bella figura, perché gioca bene al calcio e fa divertire. Poi non è una big, non giocherà con quella pressione ma con la qualità che mette in campo Fabregas passerà sicuramente la prima parte. In bocca al lupo a Rino. Con la Roma in Champions che farà un bel mercato, con l’entusiasmo della piazza, la Lazio che prende Gattuso, che non ha fatto grandi cose con i club… è un segno di debolezza del presidente, che non ha grandi idee di fare investimenti sulla squadra. Se ne pensa solo di venirne fuori facendo squadra è un bel problema”.

In chiusura, l’analisi si è spostata sulle problematiche strutturali della Juventus e sulla posizione del tecnico Luciano Spalletti, finito nel mirino della critica per un finale di stagione al di sotto delle aspettative. Nonostante le suggestioni che vorrebbero un ritorno di Antonio Conte, Orlando si è schierato a favore della conferma dell’attuale allenatore toscano, individuando il vero limite del club piemontese nella scarsa qualità tecnica della rosa, ritenuta idonea soltanto per un piazzamento in Europa League: “Ovvio che il pensiero vada a Conte, visto che si è lasciato col Napoli, ma credo sia giusto ripartire da Spalletti. Ha instaurato un rapporto con Elkann tra l’altro. È una squadra da quinto-sesto posto questa, non può competere per vincere coppe o campionato. Parlato con Elkann avrà detto cosa c’è da fare, almeno 4-5 giocatori forti che cambiano completamente la squadra. Ha fatto dei risultati assurdi, anche in Europa, ma sono convinto della bravura di Spalletti. A patto che la società capisca che non si può più sbagliare nella scelta dei giocatori. È una squadra che vale l’EL”.

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