Juventus, lo sfogo di Spalletti a Mediaset: “Voi ci vedete un fallimento, ma questa delusione sarà la nostra molla”

Il tecnico bianconero analizza la stagione a Pressing dopo il derby: la difesa del progetto, i dettagli sui rigori decisivi e la collocazione tattica di Koopmeiners per il futuro.

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La Juventus deve archiviare la delusione per la mancata qualificazione alla prossima Champions League e trovare l’energia per ripartire immediatamente, sia dentro sia fuori dal terreno di gioco. Intervenuto ai microfoni della trasmissione Pressing sulle reti Mediaset, in un’intervista ripresa questa mattina anche dal sito TuttoJuve.com, l’allenatore bianconero Luciano Spalletti ha commentato l’esito del campionato subito dopo il derby che ha decretato i verdetti finali. Il tecnico toscano ha espresso profonda amarezza per l’obiettivo sfuggito, a suo dire in modo immeritato, ma ha voluto sottolineare come la storia, il blasone della società e l’affetto dei milioni di tifosi juventini impongano la forza di costruire subito una squadra competitiva, capace di giocare a testa alta contro qualsiasi avversario, nonostante le ovvie difficoltà economiche legate ai minori introiti europei.

Nella seconda parte della stagione, la squadra ha dovuto fare i conti anche con il rendimento altalenante di alcuni singoli, tra cui Teun Koopmeiners, apparso non al meglio della sua condizione atletica. Spalletti ha difeso l’apporto del centrocampista olandese, ricordando come all’inizio della sua gestione la squadra esprimesse un calcio di altissimo livello proprio con l’ex atalantino inserito stabilmente nella formazione titolare nel ruolo di centrale difensivo, prima del rientro di Bremer. L’allenatore ha poi chiarito le proprie idee sulla collocazione tattica del calciatore, specificando che il suo vero ruolo resta quello di agire partendo il più indietro possibile per sfruttare la sua progressione, le sue doti di inserimento e la precisione nel tiro. “Io penso che il suo ruolo sia, ma anche lui lo sa, perché con lui ci ho parlato, quello di farlo partire più indietro possibile, grande piede, può fare gol, uno che si inserisce”, ha spiegato il tecnico per ribadire la fiducia nelle qualità del giocatore.

La chiusura dell’intervento è stata segnata da un duro sfogo contro i giudizi della critica sportiva, respingendo con fermezza l’etichetta di fallimento totale applicata all’annata bianconera. Spalletti ha paragonato l’epilogo attuale a quello della passata stagione, ricordando come allora la qualificazione fosse arrivata grazie a un calcio di rigore a Venezia, mentre quest’anno l’errore in due o tre tiri dal dischetto ha fatto tutta la differenza in termini di classifica. L’allenatore ha rivendicato la sua lunghissima esperienza in tutte le categorie del calcio italiano, sia da giocatore sia da tecnico, dichiarandosi pronto a trasformare questa delusione nella molla ideale per ritrovare i giusti presupposti sul campo. “Chi lo sa che non sia poi la molla per ricreare presupposti e che non ti facciano vedere un’altra volta la situazione. Viene preso un episodio di un campo e ci create un fallimento. Io so quello che devo fare, ci si vede il prossimo anno”, ha concluso il tecnico, confermando la volontà di guidare il riscatto della Juventus nella prossima stagione.

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