Juventus, l’enigma Vlahovic si decide dopo il derby: Spalletti chiede la conferma ma il rinnovo resta in salita

L'attaccante serbo potrebbe giocare contro il Torino la sua ultima partita in bianconero; pesano i costi a bilancio e le sirene di Bayern Monaco e Atletico Madrid.

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Il derby contro il Torino di questa sera rischia di trasformarsi nell’ultimo atto dell’avventura di Dusan Vlahovic con la maglia della Juventus, proprio nel momento in cui il club si gioca l’accesso alla prossima Champions League. L’attaccante serbo, acquistato nel gennaio 2022 per 75 milioni di euro più bonus con l’obiettivo di riportare la squadra ai vertici del calcio continentale, si trova oggi al centro di un delicato snodo di mercato. Come analizzato nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il destino del centravanti è strettamente legato al verdetto del campo: senza i ricavi della massima competizione europea, l’ambizioso progetto di rinnovo contrattuale diventerebbe quasi impossibile da sostenere per la dirigenza bianconera.

Il bilancio complessivo del numero nove a Torino recita 167 presenze, 66 reti e 16 assist, numeri importanti che tuttavia non hanno del tutto ripagato le altissime aspettative iniziali nate dopo il suo trasferimento dalla Fiorentina. Con un contratto in scadenza nel 2026 e un peso economico notevole tra ingaggio e ammortamento annuo, la società è obbligata a fare riflessioni profonde. Alla finestra restano i top club europei, con Bayern Monaco e Atletico Madrid in prima fila per monitorare la situazione, mentre il calciatore sembra intenzionato a prendere tempo, complice anche la delusione sportiva per la mancata qualificazione della Serbia ai prossimi Mondiali.

Dall’altro lato della barricata, l’allenatore Luciano Spalletti spinge con decisione per la permanenza del suo centravanti, ritenendo le sue caratteristiche fisiche e strutturali imprescindibili per lo sviluppo del gioco, specialmente negli appuntamenti di cartello. Lo staff tecnico è convinto che i passaggi a vuoto e le pesanti assenze patite dal giocatore durante l’anno abbiano condizionato in negativo i risultati complessivi della squadra nei momenti cruciali della stagione. Una sua eventuale partenza aprirebbe una voragine tecnica nel reparto offensivo difficilmente colmabile, dato che i primi obiettivi per la sostituzione, come Jonathan David e Loïs Openda, appaiono al momento fuori portata per i parametri societari, costringendo la dirigenza a una complessa e totale rifondazione dell’attacco.

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