La Juve vince ma esce: l’analisi di Chiellini e il futuro di Spalletti

I bianconeri di Spalletti sfiorano l'impresa in dieci uomini. Chiellini blinda il tecnico: "Luciano resta la nostra priorità".

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Nella serata di ieri, l’atmosfera elettrica dello Stadium ha fatto da cornice a un’impresa soltanto sfiorata: la Juventus di Luciano Spalletti ha superato il Galatasaray per 3-2, un risultato che tuttavia non è bastato a ribaltare le sorti della qualificazione, sancendo l’uscita dei bianconeri dalla Champions League. Nonostante l’amarezza per l’esito beffardo, la prestazione della compagine torinese ha restituito l’immagine di un gruppo solido, capace di lottare in dieci uomini dopo l’espulsione di Kelly e di riaccendere una scintilla con la propria tifoseria. A poche ore dal fischio finale, la dirigenza ha blindato la posizione del tecnico toscano, confermando come il progetto tecnico resti la priorità assoluta nonostante la congiuntura negativa dei risultati recenti.

Il manifesto di Chiellini: orgoglio e prospettiva

Nel post-partita, è stato Giorgio Chiellini a presentarsi ai microfoni per fare le veci di uno Spalletti visibilmente provato dalla tensione agonistica. Il dirigente bianconero ha tracciato un bilancio lucido della serata, sottolineando la resilienza del sodalizio: «Siamo delusi e provati dopo lo sforzo profuso, ma allo stesso tempo profondamente orgogliosi della reazione della squadra», ha dichiarato l’ex capitano, evidenziando come l’empatia ritrovata con il pubblico debba rappresentare il volano per il finale di stagione. «L’ambiente che si è creato e quella scintilla scoccata con i tifosi sono i pilastri da cui ripartire; abbiamo dato un segnale di vitalità enorme, pur nel rammarico di non aver completato una rimonta che pareva possibile», ha aggiunto Chiellini, glissando con eleganza ma fermezza sugli episodi arbitrali sfavorevoli.

Analisi del percorso: tra crescita e impasse contrattuale

Nonostante la statistica impietosa di quattro sconfitte nelle ultime cinque uscite, la dirigenza juventina difende con vigore la qualità delle prestazioni offerte sul rettangolo verde. Il percorso in Champions League, seppur terminato prematuramente, viene valutato positivamente alla luce delle oggettive difficoltà del girone e dei risultati ottenuti su campi ostici come quello di Bodo. «Il nostro percorso di crescita prosegue e, sebbene tutti auspichino una maggiore rapidità, la pazienza resta una virtù necessaria in questa fase di transizione», ha ribadito Chiellini, confermando la totale fiducia nel lavoro di Spalletti: «Da quando Luciano siede sulla nostra panchina, abbiamo fallito l’approccio solo in un match e mezzo; la sua permanenza non è mai stata in discussione, è la nostra priorità».

Il bivio Vlahovic e le gerarchie dello spogliatoio

La serata europea ha fornito indicazioni definitive anche sulla caratura caratteriale della rosa, distinguendo, secondo le parole dei vertici societari, tra chi è pronto a “scendere in guerra” e chi ancora fatica a reggere l’urto delle grandi sfide internazionali. Resta tuttavia aperto il dossier relativo al futuro di Dusan Vlahovic, il cui contratto in scadenza a giugno 2026 alimenta costanti indiscrezioni di mercato. «Vlahovic porta la Juventus dentro di sé e sta dando il massimo per recuperare la condizione migliore; resta un asset fondamentale per noi fino al termine della stagione», ha concluso Chiellini, rimandando ogni summit decisivo sul rinnovo a data da destinarsi. Con dodici battaglie ancora da disputare in campionato, la Vecchia Signora è chiamata ora a trasformare il rammarico europeo nell’energia necessaria per blindare il piazzamento nella prossima edizione della massima competizione continentale.

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