In un clima di crescente attesa per il summit calcistico più sentito del Paese, la Juventus ha sorpreso gli addetti ai lavori annunciando che Luciano Spalletti non terrà la consueta conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Inter. Sabato 14 febbraio, sul prato di San Siro, le due potenze del calcio italiano si giocheranno una fetta considerevole di credibilità stagionale, ma il tecnico toscano ha scelto la via del silenzio mediatico, delegando l’onere della parola al capitano bianconero Manuel Locatelli. La decisione del club di Torino, pur non essendo inedita, aggiunge un carico di tensione narrativa a un incontro che mette di fronte la capolista e la sua principale inseguitrice.
La strategia della Continassa: protezione e leadership
Secondo quanto comunicato dal sodalizio bianconero, la scelta di sottrarre Spalletti ai microfoni non è dettata da contingenze polemiche o frizioni interne, bensì dalla volontà di alleggerire il carico di impegni media del tecnico in una settimana cruciale. Non è la prima volta che l’allenatore certaldese opta per il low profile pre-gara: un precedente analogo si era verificato prima del match interno contro il Napoli, sebbene in quell’occasione la sala stampa fosse rimasta deserta. Questa volta, invece, la Juventus ha optato per un cambio di testimone volto a responsabilizzare il gruppo, mettendo “la faccia” del capitano davanti ai taccuini.
«La società non esclude che anche in futuro possa essere un giocatore a presentare la partita», trapela dall’ambiente bianconero, a conferma di una possibile nuova linea editoriale interna. Locatelli, investito dei gradi di frontman, avrà il compito di trasmettere la compattezza di uno spogliatoio chiamato a un’impresa in territorio nemico, evitando al contempo che le domande sulla tattica o sulle recenti scelte di formazione possano distrarre il timoniere toscano dalla preparazione sul campo.
San Siro attende il verdetto: il peso del silenzio
Il silenzio di Spalletti, se da un lato protegge il lavoro tecnico, dall’altro alimenta le speculazioni sulla strategia che la Juventus adotterà per arginare l’armata nerazzurra. Inter-Juventus non è mai una partita come le altre, e l’assenza della voce del tecnico nella vigilia ufficiale sottolinea la gravità del momento. La compagine bianconera arriverà a Milano con la consapevolezza di non poter sbagliare, affidandosi alla forza del collettivo più che alle dichiarazioni d’intenti.
Il confronto con i media è dunque rimandato a sabato sera, quando i novanta minuti del Meazza avranno già emesso il loro insindacabile verdetto. In quell’occasione, Spalletti tornerà a occupare il proscenio, auspicabilmente per commentare un risultato utile a mantenere viva la fiammella della speranza tricolore. Fino ad allora, la parola passa al campo e al carisma di Manuel Locatelli, primo baluardo di una Juventus che preferisce i fatti ai proclami della vigilia.
