Cristiana Girelli non smette di riscrivere la storia del calcio femminile italiano, aggiungendo un altro prestigioso riconoscimento a una bacheca già colma di trofei. L’attaccante della Juventus Women è stata ufficialmente eletta calciatrice del mese di gennaio dall’AIC (Associazione Italiana Calciatori), un premio che arriva a coronamento di un inizio d’anno solare vissuto da assoluta protagonista. La numero 10 bianconera ha sbaragliato la concorrenza grazie a un impatto devastante sul campionato: quattro reti e un assist in appena cinque partite, numeri che certificano una condizione fisica e mentale invidiabile per l’atleta originaria di Gavardo.
Una firma d’autore sulla stagione bianconera
Il riconoscimento dell’AIC non è che la conferma del peso specifico che Girelli continua a esercitare negli equilibri di Massimiliano Canzi. Nonostante i quasi 36 anni all’anagrafe, la punta bresciana sta vivendo una seconda giovinezza, dimostrando una fame di successi che sembra non conoscere flessioni. A gennaio, la sua capacità di essere decisiva sia dal primo minuto che a gara in corso ha permesso alla Juventus di mantenere altissima l’asticella delle ambizioni stagionali.
«Ho sempre creduto negli ultimi minuti. Un minuto può essere un’infinità di tempo, se credi che in quel minuto le cose possano cambiare», ama ripetere la calciatrice, sintetizzando una filosofia di gioco che la vede lottare su ogni pallone fino al triplice fischio. Questa mentalità, unita a una tecnica sopraffina, l’ha resa negli anni l’erede naturale delle grandi bomber del passato, superando le 220 marcature nel massimo campionato.
L’evoluzione della “falsa nove”: tattica e leadership
Il valore di Cristiana Girelli, tuttavia, non si esaurisce nel mero dato statistico. La critica specializzata la definisce un’attaccante “atipica”: pur nascendo come centravanti d’area di rigore, la sua intelligenza tattica le permette di spaziare su tutto il fronte offensivo, agendo spesso da trequartista o mezzapunta.
Questa sua poliedricità le consente di partecipare attivamente alla manovra, abbassandosi sulla linea dei centrocampisti per ripulire palloni o allargandosi per favorire gli inserimenti delle compagne. Se il colpo di testa resta la sua arma più letale, specialmente sulle situazioni di palla inattiva, è la capacità di leggere il gioco in anticipo a renderla un rebus insolubile per le difese avversarie.
Un palmarès da leggenda vivente
Con il premio di gennaio, Girelli ribadisce il proprio status di icona del movimento. La sua carriera, decollata con il Bardolino Verona e consolidata a Brescia prima dell’approdo a Torino, parla attraverso una bacheca che conta otto Scudetti, sei Coppe Italia e nove Supercoppe.
Già tre volte capocannoniere della Serie A e due volte calciatrice dell’anno AIC (2020 e 2021), la numero 10 juventina punta ora a trascinare le compagne verso nuovi traguardi, con lo sguardo rivolto anche alla maglia della Nazionale azzurra. Per la Juventus Women, avere in campo una leader capace di unire l’esperienza della veterana alla freschezza della debuttante rappresenta la polizza assicurativa più preziosa per il finale di stagione.
