Alla Juventus il tempo non è un lusso, soprattutto in questa fase della stagione. Per questo Jeremie Boga è chiamato a una missione precisa: arrivare il prima possibile a garantire quindici minuti di pura esplosività, quelli che possono cambiare l’inerzia di una partita quando Kenan Yildiz avrà bisogno di rifiatare. Non gioca una gara da titolare dal 6 novembre scorso, ma il suo inserimento non è pensato in chiave graduale: l’impatto deve essere immediato.
Il quadro è chiaro almeno per i prossimi due mesi. Boga non è stato preso per riscrivere le gerarchie, bensì per offrire un’alternativa credibile e non ingombrante al numero 10 bianconero, fermatosi proprio nella serata dell’annuncio del nuovo acquisto a causa di un sovraccarico all’adduttore. Una coincidenza che ha reso ancora più attuale la necessità di una soluzione pronta all’uso.
La scelta tecnica e l’identikit ideale
La Juventus ha puntato su Boga perché il profilo combacia perfettamente con l’idea di Luciano Spalletti: un esterno capace di saltare l’uomo, abituato ai ritmi della Serie A e con un bagaglio di esperienza già consolidato. Le precedenti tappe con Sassuolo e Atalanta hanno lasciato tracce importanti, almeno sul piano del potenziale.
Un potenziale che, secondo molti addetti ai lavori, avrebbe dovuto incidere molto di più. Tra questi Roberto De Zerbi, che in passato lo aveva indicato come un giocatore in grado di spostare gli equilibri. Anni dopo, Boga è ancora alla ricerca di una vera rinascita, e Torino può diventare il contesto giusto se l’impatto sarà quello atteso.
I mesi difficili al Nizza
Il nodo principale non è tecnico, ma fisico e mentale. Gli ultimi due mesi al Nizza sono stati complessi, segnati da una situazione extracampo pesante e da una lunga assenza dal terreno di gioco. L’ultima partita da titolare risale appunto al 6 novembre, contro il Friburgo in Europa League, una distanza temporale che obbliga a un lavoro mirato.
La Juventus ha affidato Boga alle cure del preparatore Francesco Sinatti, con l’obiettivo di restituirgli brillantezza e ritmo gara. Le prime indicazioni arrivate dal campo sono incoraggianti, persino superiori alle aspettative iniziali, ma nessuno si illude che il giocatore sia già pronto per carichi prolungati.
Minuti pesanti e futuro da decidere
L’orizzonte è pragmatico: pochi minuti, ma ad alta intensità. Se Boga riuscirà a garantire in tempi brevi quel quarto d’ora “esplosivo”, avrà centrato il primo obiettivo stagionale. Tutto il resto verrà dopo.
Il suo futuro, infatti, resta legato a una clausola precisa: il diritto di riscatto fissato a 4,8 milioni di euro, che la Juventus potrà esercitare a giugno. Fino ad allora, il giudizio passerà dal campo. E da quelle fiammate improvvise che, se ben dosate, possono valere più di una presenza continua.
