Un nuovo scenario infiamma questi ultimi giorni di mercato. Vi sarebbe la possibilità di aprire una trattativa con il Bologna di Vincenzo Italiano, la quale si baserebbe sullo scambio tra Joao Mario ed Emil Holm. L’idea della Juventus è di dare un terzino destro di qualità alla rosa di Luciano Spalletti e, visto l’interesse del Bologna nei confronti del portoghese bianconero, si può pensare ad un apertura di dialogo che includa uno scambio di terzini.
Il dietro le quinte della trattativa: quali sono le disposizioni dei club
Vista la situazione di stallo in cui si trovano diverse trattative bianconere, come Norton-Cuffy, Mingueza e Çelik, la Juventus ha deciso di ritornare sulle tracce dello svedese, osservato in passato quando giocava nello Spezia. La trattativa non è ancora stata avviata in maniera ufficiale, ma la volontà dei due club è la stessa: trovare un terzino destro, o esterno, da adattare al gioco dei rispettivi allenatori. La formula più appropriata potrebbe essere un prestito secco o un prestito con diritto di riscatto, ma i prezzi sono ancora da definire.
La Juventus e il Bologna stanno discutendo uno scambio di esterni destri per risolvere due situazioni di insoddisfazione tecnica. Per quanto riguarda Joao Mario, il portoghese non è riuscito a convincere Spalletti, trovando pochissimo spazio (appena 13 presenze totali in stagione). La Juve cerca una soluzione per non svalutare l’investimento fatto mesi fa. Holm, invece, un profilo che piace molto a Torino. Su di lui c’è anche il forte interesse del Napoli, ma lo scambio con la Juventus sembra la pista più concreta nelle ultime ore.
Questo scambio potrebbe convincere entrambi i club in quanto la Vecchia Signora, porterebbe a Torino un giocatore che conosce già bene la Serie A e ha una struttura fisica (191 cm) ideale per le rotazioni difensive. Mentre il Bologna otterrebbe un esterno di qualità internazionale e spinta offensiva, perfetto per il gioco dei rossoblù, specialmente in caso di addio immediato di Holm verso altre sponde.
Da Tudor a Spalletti, il cammino in salita di Joao Mario
Il percorso del terzino classe 2000 alla Juventus è stato una vera e propria salita, segnato dal passaggio tra due filosofie diametralmente opposte che ne hanno condizionato l’ambientamento. Sotto la guida di Tudor, João Mário era arrivato con l’etichetta di “esterno totale”. Il tecnico croato, amante della difesa a tre e di quinti di centrocampo fisici e arrembanti, vedeva nel portoghese l’elemento perfetto per il suo 3-4-2-1.
Tudor lo utilizzava come tutta-fascia a destra. João Mário aveva licenza di spingere, sfruttando le sue doti da dribblatore. Inizialmente sembrava un matrimonio perfetto. Tudor apprezzava la sua aggressività nel pressing alto. Tuttavia, con il passare delle giornate e l’arrivo della crisi di risultati autunnale, i limiti difensivi del portoghese in una linea che doveva scalare velocemente sono emersi, portando Tudor a preferirgli spesso profili più muscolari o esperti.
L’avvicendamento in panchina a fine ottobre 2025 ha cambiato tutto. Spalletti ha riportato la Juventus al 4-3-3 o 4-2-3-1, un sistema che richiede ai terzini una disciplina tattica molto diversa. Per Spalletti, João Mário è un terzino destro puro, ma il tecnico toscano pretende una copertura degli spazi quasi maniacale e una lettura delle diagonali difensive che il portoghese ha faticato a metabolizzare. Il CT toscano lo vede “leggero” nelle fasi di non possesso. Nelle ultime settimane, il tecnico ha spesso dichiarato che per il suo calcio serve un esterno con la “fame” di difendere e una struttura diversa. Da qui nasce l’idea di Emil Holm: lo svedese è considerato da Spalletti molto più adatto alla linea a quattro per fisicità e attitudine difensiva rispetto al portoghese.
Sotto Spalletti, João Mário è scivolato nelle gerarchie dietro a Kalulu e persino ad adattamenti di emergenza. I suoi minuti si sono ridotti drasticamente (solo 253 minuti complessivi in Serie A finora), diventando di fatto un “corpo estraneo” nel progetto tattico del nuovo allenatore.
Holm, il tassello mancante: perché lo svedese è l’incastro perfetto per la nuova Juve
Il Bologna ha capito che Holm non è il profilo ideale per il calcio di palleggio corto dei rossoblù. Alla Juve, lo svedese potrebbe trovare un’opportunità di rinascita. Spalletti spesso chiede a uno dei due terzini di stringere verso i difensori centrali, in modo da formare una sorta di difesa a tre in fase di costruzione. La fisicità di Holm gli permetterebbe di fare il “terzo di difesa” aggiunto quando la Juve attacca a sinistra con Cambiaso o un’ala offensiva.
Inoltre, uno dei problemi della Juve di quest’anno è stata la sofferenza fisica in area. Inserire un terzino di 191 cm garantisce a Spalletti un saltatore in più, fondamentale sia in fase difensiva che offensiva. Mentre al Bologna gli si chiedeva di essere “cerebrale”, Spalletti gli chiederebbe di essere “potente e disciplinato”. Lo svedese diventerebbe il braccio armato di una fascia destra che oggi, con João Mário, è troppo leggera e soggetta a imbarcate difensive.
