“En-Nesyri ha espresso alcuni dubbi sulla formula, per noi è una trattativa chiusa. Non possiamo e non vogliamo acquistare a titolo definitivo. Vedremo se la prossima settimana ci saranno altre occasioni, restiamo vigili”, queste le parole rilasciate da Giorgio Chiellini, attuale Director of Football Strategy del club bianconero, ai microfoni di SkySport a pochi minuti dal calcio d’inizio di Juventus-Napoli che di fatto confermano l’intenzione della società di intervenire sul mercato esclusivamente attraverso operazioni a titolo temporaneo. Soluzione che non ha trovato riscontro da parte del calciatore marocchino e che, a suo tempo, non aveva neppure portato il Liverpool ad aprire alla cessione di Federico Chiesa.
Con l’idea En-Nesyri ormai definitivamente tramontata, la Juventus è dunque alla ricerca di nuove opportunità. Nel frattempo, l’operazione che porterebbe a Torino Mateta è in corso, mentre gradualmente starebbe prendendo quota anche la pista Zirkzee e, stando ad alcune indiscrezioni, c’è chi ipotizzerebbe addirittura un possibile ritorno di Kolo Muani in bianconero, apprezzato anche da Luciano Spalletti.
Le esigenze della Juventus: dove intervenire
Dall’arrivo del tecnico toscano sulla panchina bianconera, la Juventus ha evidenziato un netto miglioramento: squadra più ordinata, maggiore controllo del possesso palla, transizioni più efficaci e, non per ultimo, un’armonia di gruppo finalmente ritrovata. A confermare le sensazioni, ci sono i numeri: 8 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte per un totale di 27 punti guadagnati e una classifica che vede dunque ora i bianconeri pienamente rientrati nella corsa alla qualificazione per la prossima edizione della Uefa Champions League, a un solo punto dal quarto posto occupato momentaneamente dalla squadra di Antonio Conte.
Nonostante i segnali positivi, lo stesso Spalletti non ha mai nascosto la necessità di intervenire sul mercato. Emblematica, in tal senso, l’intervista rilasciata dopo Juventus-Pafos del 10 dicembre scorso: “Spero di arrivare alla quadra quando avrò un difensore centrale di piede destro perché altrimenti ci limitiamo, ad esempio, nelle uscite. Ci stiamo pensando e lavorando e si spera di arrivare al più presto”. Il rientro di Gleison Bremer dall’infortunio ha pertanto permesso al tecnico di sperimentare con maggiore continuità il 4-2-3-1, un sistema che, con qualche innesto mirato, andrebbe probabilmente soltanto perfezionato.
A centrocampo, Thuram domina la scena grazie alla sua fisicità, alla capacità di accompagnare l’azione offensiva e a una condizione atletica di alto livello. Al suo fianco, Locatelli garantisce equilibrio, recupero palla e verticalizzazioni, ma con avversari che tendono a chiudersi, come accaduto contro il Pisa di Gilardino e il Lecce di Di Francesco, la Juventus ha faticato a rompere le linee difensive avversarie. Sono proprio in questi contesti che si renderebbe necessaria la presenza di un centrocampista capace di calciare da fuori area, di guidare la manovra e di aggiungere qualità nella rifinitura centrale: a mancare non è la corsa, ma fantasia e intraprendenza.
Qualche riflessione potrebbe riguardare anche le corsie esterne. Andrea Cambiaso, sostituito da Juan Cabal nella sfida contro il Napoli, nelle ultime uscite non ha brillato e la necessità di trovare un sostituto che gli permetta di rifiatare, sarebbe concreta. Tuttavia, accanto alle lacune, non mancano le note positive. Lloyd Kelly sta mostrando progressi evidenti, crescendo in sicurezza anche grazie alla presenza di Bremer. Yildiz continua ad incantare, tanto da essere definito dallo stesso allenatore “un alieno“. Jonathan David sembra rinvigorito dalla fiducia dell’ex Ct, mentre Miretti rappresenta forse il capolavoro più evidente di Spalletti sulla trequarti: dinamico, creativo, capace di verticalizzare e abile nella finalizzazione.
Da evidenziare anche la rinascita di Filip Kostić, passato da esubero a risorsa preziosa dalla panchina, capace di rappresentare un’arma importante nei momenti in cui Conceição fatica a trovare continuità. E infine Weston McKennie, autentica certezza della rosa bianconera, un vero e proprio jolly capace di adattarsi con estrema duttilità a più zone del campo e apprezzatissimo dallo stesso tecnico che, dopo la gara disputata contro i partenopei, lo ha definito “un centravanti aggiunto“, “forte di testa” e abile ad “attaccare la profondità come nessuno“. Impegni e sfide cruciali però, attendono la Juventus nella seconda metà della stagione e con una rosa ancora incompleta, intervenire sul mercato diventa fondamentale per rinforzare la squadra e provare a competere al pari delle big europee.
