C’è una costante che attraversa la prima metà di stagione della Juventus più di ogni altra: Pierre Kalulu. Il difensore francese è diventato in poche settimane un pilastro irrinunciabile, al punto da non aver saltato nemmeno un minuto. Un dato che racconta affidabilità, continuità e centralità nel progetto, ma che soprattutto introduce il tema della trasformazione mentale impressa da Luciano Spalletti, come lo stesso Kalulu ha spiegato in un’intervista a Tuttosport.
Dalle origini alla Juve: l’ego come motore
Il percorso del francese parte lontano, dalle giovanili del Lione, e passa per l’esperienza al Milan. In mezzo, una convinzione che non lo ha mai abbandonato: «Pressione? Io non l’ho mai sentita. Quando giochi a calcio devi essere il più forte. Così inizi a crederci». Kalulu rivendica un tratto identitario: «Noi francesi abbiamo quest’ego: a volte sembra un male, ma nel calcio può essere un bene. Dire all’avversario: sarò più forte di te». È una dichiarazione di intenti che spiega molto della sua crescita e del modo in cui ha preso in mano il reparto difensivo bianconero.
Il metodo Spalletti: protagonisti del destino
Il cambio di passo, però, è arrivato con Spalletti. Kalulu lo racconta senza giri di parole: «Ci dice che dobbiamo essere protagonisti della partita, così come dei nostri destini. Che più azioni facciamo per influenzare il risultato, più è possibile vincere». Non conta il ruolo: «Che il difensore attacchi o che l’attaccante difenda, si può fare la differenza». Il punto chiave è la testa: «Ci ha cambiati dal punto di vista mentale. Ci ha messo davanti alle nostre responsabilità e ci ha permesso di interpretare ogni match in maniera più proattiva». Un effetto visibile non solo nelle prestazioni individuali, ma anche nei numeri offensivi di squadra.
Verso Juve-Napoli: niente alibi
All’orizzonte c’è la sfida con il Napoli, appuntamento che pesa ma non definisce tutto. Kalulu non cerca scorciatoie: «Me l’aspetto tosta. All’inizio magari un po’ chiusa. Le loro assenze per noi contano poco: hanno automatismi e chi manca viene sostituito». Il focus resta sul campo: «Conta fare bene, non chi affronteremo».
Scudetto e calendario: la vera prova è davanti
Sulla corsa al titolo, il difensore mantiene lucidità: «La vittoria ci darebbe tre punti, a loro zero. Ci aiuterebbe a stare meglio, ma il campionato sarebbe comunque lungo». Il messaggio è chiaro: «Dobbiamo affrontare ancora febbraio e marzo. Saranno i mesi più importanti e determinanti».
Tonali, l’amicizia oltre le maglie
In chiusura, uno sguardo al passato e a Sandro Tonali, compagno di uno scudetto al Milan: «È un amico a cui sono molto legato. È un giocatore forte, ma ora siamo in due squadre diverse. Sono contento dei compagni con cui gioco adesso. Poi… si vedrà».
