Dopo il successo per 2-0 contro il Benfica all’Allianz Stadium, la Juventus centra un risultato pesante nella settima giornata di Champions League e il tecnico Luciano Spalletti analizza a caldo una gara complessa, vinta più con la gestione e la maturità che con la brillantezza. La vittoria dei bianconeri contro il Benfica consolida il percorso europeo della Juventus e porta con sé anche una lettura lucida di quanto accaduto in campo. Spalletti, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, non nasconde le difficoltà incontrate, soprattutto nella fase centrale del match.
“Partita difficile, vinta senza essere bellissimi”
Il tecnico bianconero parte dall’andamento della gara, spiegando come il Benfica sia riuscito a togliere certezze alla Juventus: «Sì, un po’ così, non è che ci siano state molte occasioni da entrambe le parti, però dopo il primo quarto d’ora loro ci hanno scavalcato questo spazio nel mezzo perché sono bravi a gestire la palla e a scegliere dove giocarla. Quindi abbiamo lasciato degli spazi, loro sono andati ad acchiapparseli e ci hanno costretto a fare qualche ricomposizione dove abbiamo buttato via metri e un po’ di tranquillità».
Spalletti sottolinea come, nonostante tutto, le occasioni non siano mancate: «Poi però ci sono state un paio di occasioni, una l’ha avuto il Benfica, ma quella di Miretti un’occasione importante, quella di testa di David un’altra occasione importante». Nel secondo tempo, però, la tensione è salita: «Poi dopo dieci minuti di secondo tempo abbiamo perso quelle quattro o cinque palle che ci hanno creato ancora più tensione, quei palloni riconquistati dove si aspetta sempre di poter leggere o di poter scegliere dove passarla dopo che l’hai riconquistata, però non c’è quello spazio libero perché ormai queste riaggregazioni feroci le fanno tutti».
La chiave è stata sapersi ricompattare: «Poi la squadra si è ridistesa e ha fatto gol, e abbiamo secondo me vinto una partita difficile, non essendo così belli e puliti come eravamo stati le ultime due gare».
Il confronto con Del Piero e il ruolo dei calciatori
Stimolato da un commento di Alessandro Del Piero, che lo ha definito “un mago della tattica”, Spalletti ribadisce un concetto per lui centrale: «Ti ringrazio le parole dette da uno come te, che per me è stato come tutti quei calciatori che io vedevo poi e che ho ammirato, per cui grazie veramente». Poi sposta l’attenzione sui veri protagonisti: «Fondamentalmente i protagonisti rimangono i calciatori, la prima cosa che ho tentato di dire è che i protagonisti sono loro, perché sono loro attraverso le loro prese di posizione, attraverso le loro scelte, attraverso questo guadagnare campo». Il tecnico entra nel dettaglio degli errori commessi: «Ogni tanto, facciamo venire la tosse al pallone perché recuperiamo palla e ce l’abbiamo lì a due metri e la ridiamo agli avversari. È successo nel secondo tempo per 4-5 volte».
E chiude con un riconoscimento all’avversario: «E poi gli altri si chiamano Benfica, hanno tecnica proprio per quella che è la qualità del calcio portoghese e ti mettono lì e ti costringono a fare fatica».
“Godiamoci il risultato, non era scontato”
Alla domanda sul futuro immediato, Spalletti resta concentrato sul presente: «Un pochino ci si pensa ma finiamo di goderci questa partita qui che è finita adesso e non era scontata. È un grande risultato». Infine, il peso simbolico della vittoria: «Infatti, inoltre mi hanno ricordato i miei collaboratori della stampa che erano diversi anni che non facevamo risultato contro il Benfica, anche quello è un peso, bisognava ribaltare il pronostico ma è andata bene». Parole che raccontano una Juventus ancora in costruzione, ma capace di portare a casa risultati pesanti anche quando il gioco non scorre fluido.

