Dopo la sconfitta per 2-0 contro la Juventus all’Allianz Stadium, José Mourinho ha analizzato la gara ai microfoni di Prime Video, difendendo la prestazione del suo Benfica e indicando con realismo le difficoltà attuali, tra assenze pesanti e un cammino europeo sempre più in salita. Il tecnico portoghese, tornato a Torino da avversario in una notte di Champions League, ha scelto di soffermarsi meno sul risultato e più sull’atteggiamento mostrato dalla sua squadra nei primi sessanta minuti.
“Benfica con personalità, poi la partita è cambiata”
Mourinho rivendica quanto visto soprattutto prima del raddoppio bianconero: «Ho visto un Benfica messo molto bene in campo, ovviamente con tante limitazioni e gente che è fuori. Però ho visto una squadra con personalità, che ha creato le opportunità più importanti per segnare fino a quel momento e che sembrava potesse segnare però il calcio è così». Il tecnico sottolinea come l’inerzia del match sia cambiata dopo il secondo gol della Juventus: «La Juve ha fatto due gol, dopo il secondo la partita diventa un’altra: è stata una gara confortevole per loro, come non lo era stata invece nel primo tempo».
Nel finale, spazio anche ai giovani dalla panchina, in una gestione obbligata più che strategica:
«Mi tengo la reazione d’orgoglio, con una panchina di ragazzini: non per cambiare risultato ma solo per riequilibrare, potevamo riaprirla col rigore ma non lo abbiamo segnato e la partita è finita».
“Il Benfica deve giocare sempre per vincere”
Guardando oltre Torino, Mourinho allarga il discorso all’identità del club e al futuro immediato: «Il Benfica è un club gigante, non interessano gli obiettivi: una squadra di queste dimensioni gioca ogni partita per vincere, è qualcosa presente nel DNA».
Il campionato resta una corsa aperta, ma con un’avversaria che non concede margini: «La prossima gara è di campionato, abbiamo più punti della stagione scorsa dove il Benfica era primo in classifica, ma quest’anno il Porto vince tutte le partite, noi siamo lì però non basta fare bene ma devi aspettare che loro perdano punti».
Champions in salita: “Sarà molto difficile”
Sulla prospettiva europea, Mourinho non usa giri di parole: «In Champions giochiamo contro il Real Madrid con gli stessi giocatori, non recuperiamo nessuno: non so se 9 punti sono sufficienti per qualificarsi, penso sia molto difficile». Parole che fotografano un momento complesso, in cui orgoglio e realismo convivono. Il Benfica resta in corsa, ma il margine d’errore è ormai ridotto al minimo.

